Il boss Totò Riina è a rischio di “morte improvvisa”

Ma i giudici di Milano hanno deciso ugualmente che il boss mafioso ha la “piena capacità di intendere e di volere” e quella di “stare in giudizio”.

Totò Riina, a causa di una “cardiopatia“, potrebbe morire da un momento all’altro.

Questo è quanto esposto in un relazione dell’ospedale di Parma, depositata nel processo milanese che vede il Capo dei Capi di Cosa Nostra imputato per minacce nei confronti del direttore del carcere di Opera, Giacinto Siciliano.

Lo scorso 27 giugno, infatti, i giudici della sesta sezione, accogliendo un’istanza dei legali Luca Cianferoni e Mirko Perlino, avevano stabilito che il carcere di Parma (Riina è in ospedale in regime detentivo) avrebbe dovuto trasmettere al Tribunale di Milano “con la massima sollecitudine“, oltre alle cartelle cliniche, anche una “breve relazione sanitaria” sulle condizioni “di salute” di Riina “soprattutto con riferimento” alla sua “capacità di stare in giudizio“.

Nonostante ciò, dopo avere analizzato la relazione e, dopo essersi riuniti in camera di consiglio, i giudici hanno stabilito che Riina (il boss che ha guidato cosa nostra dal 1982 fino al suo arresto, avvenuto il 15 gennaio 1993) può partecipare al processo.

I giudici di Milano, infatti, hanno deciso che il boss mafioso ha la “piena capacità di intendere e di volere” e quella di “stare in giudizio“.

Di conseguenza, è stata respinta la richiesta di sospensione del processo in cui è imputato Riina.

In sintesi, per il tribunale le condizioni fisiche di Riina sono molto precarie ma non compromettono la sua capacità di partecipare a un processo.

Ricordiamo che Totò Riina è il mandante delle stragi più efferate della fine del secolo scorso (come le Stragi di Capaci e di via D’Amelio del 1992).

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