Istat, l’Italia a rischio fallimento nel 2044

La proiezione di mezzo secolo più avanti rivela un calo complessivo della popolazione di oltre sette milioni di abitanti.

Incubo 2044.

Sarà l’anno in cui la prevalenza degli over 65 toccherà secondo le stime il vertice: supereranno il terzo di tutta la popolazione.

Le gigantesche classi di “baby boomers” nati tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta toccheranno l’apice, spezzando tutti gli equilibri a partire da quello pensionistico.

Dati Istat alla mano, secondo quanto riporta il quotidiano “Repubblica”, la spesa previdenziale, quell’anno, toccherà il record assoluto, pari al 16,3% del Pil secondo l’Inps ma l’Europa la prevede addirittura più alta, ovvero al 18,3% del Prodotto interno lordo. Una vera e propria “botta” insomma.

Ne pare secondo le stime la situazione tenderà a migliorare nel lungo periodo: la proiezione di mezzo secolo più avanti, infatti, rivela numeri ancora più preoccupanti con un calo complessivo della popolazione di oltre sette milioni di abitanti, dagli attuali 60,8 milioni a 53,7 milioni.

Per il 2065 – è una stima della Ragioneria dello Stato – il numero dei decessi doppierà quello delle nascite: 850 mila contro 422 mila. Senza il contributo degli immigrati, per quanto ridimensionato, i residenti calerebbero addirittura più del doppio.

Gli effetti maggiori dello spopolamento sono attesi, a sorpresa, soprattutto nel Mezzogiorno avaro di opportunità: 5,2 milioni di abitanti in meno. Più in generale, l’età media degli italiani arriverà a 50 anni. Per le donne la speranza di vita si allungherà fino a 90 anni. Unico dato positivo: l’allentamento della pressione sulla spesa pensionistica.

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