Le accise più assurde che paghiamo quando facciamo benzina

Ogni qual volta andiamo dal distributore noi non paghiamo solo la benzina (o altri tipi di carburante) ma anche delle imposte che non la riguardano direttamente. Ecco la lista.

Ogni qual volta andiamo dal distributore noi non paghiamo solo la benzina (o altri tipi di carburante) ma anche delle imposte che non la riguardano direttamente.

Stiamo parlando delle accise, ovvero un’aliquota fissa che si applica su ogni mille litri, applicata dai governi italiani, nel corso del tempo, per far fronte a eventi improvvisi, come le calamità naturali o gli interventi militari.

Le accise, però, sono nate come provvedimenti temporanei che, però, si sono trasformati in definitivi e che hanno riguardato anche acquisti di mezzi di trasporto ecologici e vicende sindacali.

Questo perché, dopo gli anni 2000, in Europa, ci si è resi conto che i carburanti, e in particolare quelli di origine fossile, contribuiscono all’inquinamento. L’introduzione delle accise è, quindi, giustificata dalle spese sostenute dagli enti pubblici per ridurre l’impatto ambientale degli stessi.

A differenza dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), poi, l’accisa è basata sulla quantità di prodotto venduto e non sul suo valore.

Spiegato ciò, giusto che sappiate che, nell’anno che stiamo vivendo, paghiamo 728,40 euro per mille litri di benzina; 617,40 per mille litri di gasolio; 267,77 per mille litri di GPL.

Mentre, per quanto riguarda il metano per autotrazione, l’accisa è calcolata in 0,00331 euro al metro cubo.

Ecco, a questo punto, la lista delle accise che gli automobilisti italiani pagano ogni giorno:

  • 0,000981 euro per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 0,00723 euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 0,0511 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,0387 euro per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 euro per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 0,0114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012.
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