La scoperta inglese: “quell’osso è davvero del corpo di Babbo Natale”

Gli archeologi dell’Università di Oxford hanno recentemente studiato un frammento di osso che, secondo la leggenda, appartiene a San Nicola.

Il mese delle festività è finalmente arrivato e c’è una notizia che calza a pennello.

Gli archeologi dell’Università di Oxford (Regno Unito) hanno recentemente studiato un frammento di osso che, secondo la leggenda, appartiene a San Nicola, il santo che ispirò l’immagine e la leggenda di Babbo Natale.

Per via delle sue associazioni con il Natale, numerose chiese di tutto il mondo sostengono di conservare ossa appartenenti a San Nicola, mettendo in dubbio se queste provengano tutte dalla stessa persona.

Questo particolare frammento osseo proviene da Lione, in Francia, da padre Dennis O’Neill ma la maggior parte delle vestigia di San Nicola si troverebbero nella Basilica di San Nicola, a Bari (ma ci sarebbero altre ossa in una chiesa di Venezia).

Lo studio britannico è il primo del suo genere per verificare l’autenticità del frammento osseo.

L'osso studiato.

L’osso studiato.

La datazione al radiocarbonio dell’osso ha rivelato che risale al IV secolo d.C. E, poiché San Nicola morì nel 343, i ricercatori hanno forti motivi per ritenere che la reliquia sia autentica. Sì, Babbo Natale è esistito.

In un comunicato stampa, il prof. Tom Higham, direttore dell’Oxford Relics Cluster, ha spiegato che “molte reliquie che studiamo si rivelano appartenenti a un periodo più tardo di quello suggerito dall’attestato storico ma questo frammento osseo suggerisce che davvero ci troviamo di fronte ai resti di San Nicola“.

 

San Nicola (o dovremmo dire Babbo Natale) era un santo del IV secolo che visse a Myra, nell’attuale Turchia.

La storia racconta che San Nicola era un ricco benestante dai capelli bianchi estremamente generoso con la comunità.

Come molti santi cristiani, anche San Nicola fu perseguitato, in questo caso dall’imperatore romano Diocleziano. Dopo la sua morte, le sue ossa furono vendute e la maggioranza finite nella basilica di Bari.

Il dott. Georges Kazan, uno dei principali archeologi del progetto, ha aggiunto: “Questi risultati ci incoraggiano a rivolgerci ora alle reliquie di Bari e Venezia per tentare di dimostrare che i resti ossei provengono dallo stesso individuo“.

Loading...