Chi perde il cane va risarcito anche del valore affettivo dell’animale

Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Vicenza che ha condannato una clinica veterinaria a risarcire una coppia dopo aver smarrito il loro cane.

Chi perde il proprio animale domestico, deve essere risarcito. E non si tratta solo del valore commerciale dell’amico a quattro zampe, ma anche di quello “affettivo”.

A stabilirlo è stata una sentenza emessa dal Tribunale di Vicenza che condannato una clinica veterinaria a risarcire con 8mila euro una coppia che aveva perso il proprio amato Setter Gordon.

Cosa era successo? La coppia aveva portato il proprio cane in questa clinica per un intervento dopo il quale Fiamma (questo è il nome del cane) sarebbe rimasta nella struttura in osservazione per alcuni giorni. Sfortunatamente qualcuno ha lasciato una porta aperta e l’animale è fuggito dalla cilinica.

Vane sono state le ricerche: Fiamma non è stata più ritrovata. E così il tribunale ha condannato la struttura a risarcire i padroni con una congrua somma comprensiva del valore commerciale dell’animale e di quello emotivo.

Dunque da oggi, chi perde il cane o il gatto va risarcito più del valore commerciale dell’animale stesso. E non ci sarà differenza, nell’entità del risarcimento morale, tra animale di razza e bastardino se non il prezzo di acquisto.

 

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