Trump: “Gerusalemme è la capitale d’Israele”. Hamas: “Aperte le porte dell’inferno”

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha annunciato la decisione di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.

Come già anticipato ieri, il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha annunciato la decisione di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.

Trump ha affermato che gli USA vogliono un “grande accordo di pace in Medioriente per espellere il radicalismo” e per questo “è ora di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele“.

Non possiamo risolvere la questione mediorientale con il vecchio approccio, ne serve uno nuovo“, ha spiegato Trump.

Gerusalemme, comunque, “deve restare un luogo di preghiera per cristiani, ebrei e musulmani. Non prendiamo posizione sui confini dei due Paesi, sosteniamo l’accordo di due Stati“, ha sottolineato il presidente degli USA.

Trump ha concluso il suo discorso, dicendo: “Dio benedica gli israeliani. Dio benedica i palestinesi“.

Trump ha così mantenuto una promessa fatta durante la campagna elettorale e riconfermata nel dicembre scorso quando indicò David Friedman come ambasciatore USA in Israele.

Quest’ultimo è un diplomatico che si è sempre espresso a favore di Gerusalemme capitale, status proclamato dal Parlamento d’Israele nel 1980 ma non accettato da buona parte della comunità internazionale.

LE REAZIONI PALESTINESI

I palestinesi hanno annunciato “tre giorni di collera“, fino a venerdì.

Si sono segnalati cortei a Gaza e Cisgiordania e sul web girano immagini di bandiere americane bruciate.

Inquietante il messaggio di Hamas: “gli USA hanno aperto le porte dell’inferno per i propri interessi nella Regione“.

Così Ismail Radwan, esponente del movimento islamista palestinese Hamas, nel corso di una conferenza stampa nella Striscia di Gaza.

Radwan ha invitato i Paesi musulmani a “tagliare i rapporti economici” con le ambasciate USA e ad espellere gli ambasciatori americani.

LE REAZIONI DAL MONDO

Soddisfatto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “L’identità storica e nazionale di Israele sta avendo un riconoscimento. La decisione segna un giorno storico ed è importante passo verso la pace“.

Critica la posizione del segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres: “Dal mio primo giorno qui mi sono costantemente dichiarato contrario a ogni misura unilaterale che metta a repentaglio la prospettiva della pace. Solo realizzando la visione di due Stati che convivono in pace e sicurezza, con Gerusalemme capitale di Israele e della Palestina, tutte le questioni sullo status saranno risolte in via definitiva attraverso negoziati, e le legittime aspirazioni di entrambi i popoli saranno raggiunte“.

Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha fatto sapere di non approvare la “deplorevole” scelta di Donald Trump, invitando al contempo alla calma.

Dello stesso avviso Theresa May, primo ministro della Gran Bretagna: “Siamo in disaccordo con la decisione degli Stati Uniti di spostare la loro ambasciata a Gerusalemme e riconoscerla come capitale d’Israele prima di un accordo sullo status finale. Crediamo essa non sia utile per quanto riguarda le prospettive di pace nella regione“.

Infine, ecco il commento della cancelliera tedesca Angela Merkel: “Il governo tedesco non appoggia questo comportamento, perché lo status di Gerusalemme va negoziato all’interno della cornice della soluzione di due Stati“.

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