1 ragazza su 10 abbandona gli studi per colpa di “quei” giorni

In paesi come l’Uganda e il Kenya una ragazza su 10 abbandona la scuola. Colpa del ciclo mestruale. Le loro famiglie sono talmente povere da non potersi permettere alcun rimedio per “quei” giorni. E allora, visto che mancano anche i servizi igienici, meglio non rischiare situazioni imbarazzanti tra i banchi e non andare a lezione per quella settimana al mese. Da lì all’abbandono totale degli studi il passo è breve.

Le più coraggiose, quelle che vanno a scuola anche quando hanno le mestruazioni, usano assorbenti fatti con materiali di fortuna: stracci, giornali, foglie, sacchetti di plastica. Da lì alle infezioni anche mortali il passo è breve.

Insomma, per le ragazze una cosa del tutto naturale come il ciclo mestruale è un vero e proprio problema. Tra le tante volontarie che l’hanno capito e si sono attivate c’è anche la industrial designer Diana Sierra che ha creato per le ragazze africane la linea “Be Girl”. Si tratta di slip provvisti di una tasca in cui inserire qualsiasi tipo di materiale assorbente anche riutilizzabile come carta igienica o panni di stoffa.

L’idea è nata insieme ad alcune studentesse africane che hanno lavorato con Diana per ottimizzare il prodotto rendendolo sia confortevole che bello e femminile.

Considerando che le famiglie africane non possono permetterselo, nonostante il costo irrisorio, Diana ha avuto un lampo di genio. Ha messo in commercio le sue “Be Girl” nei paesi più ricchi (sono acquistabili on line) con questo meccanismo: per ogni slip acquistato, ne viene spedito uno gratuitamente ad una ragazza africana.

Inutile dire che l’idea ha riscosso un grande successo.

Ecco il video-racconto