23enne africano insultato e aggredito nel Palermitano

Un ragazzo africano di 23 anni, adottato da una coppia di agrigentini, è stato aggredito e offeso con insulti razzisti a Lercara Friddi, comune di 6.700 abitanti della città metropolitana di Palermo.

I Carabinieri hanno identificato le due persone responsabili dell’episodio, avvenuto il 22 luglio scorso.

Il giovane, che fa il ballerino e vive in provincia di Agrigento, precisamente a San Giovanni Gemini, dopo il pestaggio è stato condotto al Pronto Soccorso, a Palermo.

Sono stati i medici a chiamare i Carabinieri per denunciare l’accaduto.

I genitori del ragazzo, che è sotto shock, hanno presentato denuncia alla Procura di Termini Imerese.

Il 23enne ha subito una frattura alla mandibola, guaribile in 30 giorni.

Per i militari – come si apprende da PalermoToday – durante l’aggressione ci sono stati epiteti razziali.

LA VICENDA

Due le ipotesi per quanto accaduto.

La prima: il giovane africano, insieme ad alcuni amici, si trovava nell’Arena Frank Sinistra e avrebbe fatto un apprezzamento a una ragazza. Il fidanzato ha quindi reagito, colpendolo con violenza e urlando: “Sporco negro, torna al tuo paese. Vattene da qui”. Dopodiché, altre percosse.

La seconda: il 23enne avrebbe fatto cadere, forse involontariamente, il cappello di uno dei ragazzi che avrebbe reagito in maniera violenta.

Gli aggressori sono stati riconosciuti dal 23enne e denunciati per lesioni personali e violenza ma senza l’aggravante razziale.

IL COMMENTO DEL SINDACO

Il sindaco di Lercara Friddi, Luciano Marino, ha affermato: “È un gesto da condannare. Ogni aggressione è intollerabile. Questa non mi sembra che possa essere definita razzista, però. A Lercara Friddi qualche rissa di questo tipo si è verificata in passato, ma era più legata al consumo di alcool tra i giovani. Conosco la famiglia del sospettato. È gente perbene. Non voglio che passi il concetto che Lercara sia razzista. Qui ci sono tanti migranti che hanno trovato un lavoro e vivono integrati. Credo che il clima in Italia al momento non sia semplice. E inviterei il ministro dell’Interno Salvini ad abbassare i toni e usare un linguaggio più soft“.