300mila euro bruciati alle slot, i giudici: “Colpa del farmaco”

In tre anni il 78enne Paolo Chisci ha ‘bruciato’ 300mila euro, giocando alle slot machines e ai Gratta & Vinci. In pratica, i risparmi di una vita.

La sua dipendenza patologica, però, sarebbe stata innescata da un farmaco.

Lo scrive IlTirreno.it.

La vicenda è stata chiarita dalla Corte d’Appello di Firenze.

Chisci, pensionato, ex contabile e amministratore di condomini, “è diventato un malato di gioco per l’effetto collaterale di un farmaco, il Mirapexin, utilizzato per rallentare i sintomi del morbo di Parkinson“.

Secondo i giudici, “i medici dell’ASL Versilia, a cui l’uomo si è rivolto nel 2005 perché affetto dal morbo di Parkinson avrebbero dovuto informarlo“, scrive il quotidiano toscano.

Il tribunale ha, quindi, condannato l’ASL della Versilia ha risarcire Chisci per il mancato consenso informato.

L’ASL, inoltre, è stata condannata a risarcire le case farmaceutiche Boeringher ed Eli Lilly perché, stando ai magistrati, era compito dei medici fornire le informazioni al paziente.

La battaglia di Chisci è durata 4 anni ed era cominciata con una bocciatura dal tribunale di Viareggio nel processo di primo grado.

L’uomo, a quanto pare, stava davanti alle slot machines per 8 ore di fila, come un normale turno di lavoro.

Sono contento della sentenza, come se la Fiorentina avesse vinto il campionato“: così ha commentato la sentenza l’anziano pensionato.