350 elefanti morti in Botswana, scoperta la causa della strage

I primi decessi sono iniziati a maggio.

In Botswana, per la precisione nelle zone umide del delta dell’Okavango, da maggio hanno perso la vita 350 elefanti. La causa del loro decesso – o almeno una delle cause – sembra essere una combinazione di neurotossine presenti nell’acqua bevuta dagli animali.

Il Dottor Mmadi Reuben, ufficiale veterinario principale del Dipartimento della Fauna Selvatica e dei Parchi Naturali del Botswana, ha specificato che i test effettuati da lui e dalla sua equipe hanno individuato le neurotossine cianobatteriche come principale causa di questa strage dei grandi mammiferi nel Paese africano.

Tuttavia, come specificato sempre dall’esperto, ci sono diverse domande senza risposte. Tra queste rientrano gli interrogativi relativi a perché proprio gli elefanti e perché solo in una determinata zona del Paese.

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Più del 70% degli elefanti morti trovati vicino a fonti d’acqua inquinata

Come si può leggere sul sito Livescience.com, più del 70% degli elefanti morti negli ultmi mesi in Botswana sono stati trovati in prossimità di fonti d’acqua inquinata da cianobatteri. A essere pericolose sono, nello specifico, alghe blu-verdi che contengono tossine potenzialmente in grado di attaccare il sistema nervoso, ma anche la pelle e il fegato degli animali esposti ad esse.

Come specificato da uno studio risalente al 2008 e pubblicato sulle pagine della rivista Global Change Biology, le fioriture di cianobatteri tossici hanno causato la morte di un gran numero di pesci, uccelli e altri animali.

I cianobatteri in questione utilizzano la fotosintesi clorifilliana per ricavare nutrimento dalla luce solare. Questo significa che prosperano soprattutto durante i mesi caldi dell’anno. Dal momento che il cambiamento climatico degli ultimi anni sta aumentando notevolmente le ondate di caldo in diverse zone del pianeta – quella del 2020 è stata un’estate tra le più calde nell’emisfero settentrionale  – le fioriture di alghe neurotossiche stanno diventando sempre più diffuse.

Per quanto riguarda gli esemplari morti, alcuni campioni di tessuto sono in corso di analisi in diversi laboratori in USA, nel Regno Unito e in Sudafrica.

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