4 cibi che possono essere pericolosi se consumati in estate

In estate aumenta il rischio delle infezioni gastrointestinali. Ecco cosa è meglio sapere.

L’estate non è soltanto intrattenimento, sole e vacanze. Nella stagione calda, il rischio di infezioni gastrointestinali aumenta significativamente.

Innanziitutto, come riportato su Fabiosa.com, queste infezioni possono essere molto diverse: Salmonella, Listeria ed E. coli sono considerati i patogeni più comuni.

La Salmonellosi è una malattia batterica intestinale e si trasmette tramite l’acqua o il cibo contaminati. La malattia si sviluppa tra le 6 e le 72 ore dopo aver ingerito i batteri della salmonella. I sintomi comprendono nausea, vomito, crampi allo stomaco, diarrea, mal di testa, febbre e brividi, e meno spesso sangue nelle feci. I sintomi possono essere chiaramente evidenti o completamente assenti e, in quest’ultimo caso, c’è il pericolo di contagiare gli altri. La fonte abituale dell’infezione è costituita dagli escrementi e dai loro derivati ​​(ad esempio, nella composizione dei fertilizzanti organici per la frutta e la verdura). Quindi, è importante lavarsi accuratamente le mani, sciacquare i prodotti prima del consumo e mantenere pulita la cucina.

La Listeria è un batterio che causa infezioni intestinali e può sopravvivere a basse temperature, ad esempio in frigorifero. L’infezione si verifica principalmente tramite il consumo di frutta e verdura sporche, così come i prodotti a base di latte non pastorizzato (in particolare, i formaggi a pasta molle). I sintomi comprendono diarrea, nausea, febbre e fastidiosi dolori muscolari. L’infezione può colpire il sistema nervoso ed è fatale nel 20% dei casi. È oppportuno immediatamente a un medico se durante l’avvelenamento da cibo si avvertono mal di testa forti, rigidità dei muscoli del collo, perdita di coordinazione, confusione o convulsioni.

L’E. coli viene trasmesso tramite l’acqua e il cibo contaminati, i prodotti lattiero-caseari non pastorizzati, nonché attraverso il contatto diretto con una persona o un animale infetto (ad esempio in uno zoo). I sintomi di solito compaiono il 3° o il 4° giorno. Comprendono una grave diarrea, a volte con il sangue, dolore e crampi addominali, nausea e vomito. Le complicazioni più gravi dell’infezione comprendono il rischio di sviluppare l’insufficienza renale e la sindrome emolitica uremica.

A quali cibi dobbiamo stare attenti?

Cereali germogliati

Molti sono abituati ad aggiungere i cereali germogliati in piatti ordinari, ritenendoli utili. Tuttavia, le condizioni essenziali per la loro germinazione sono l’umidità e il calore, ovvero un ambiente ideale anche per la moltiplicazione di tutti e tre i tipi di batteri sopra descritti.

Verdure a foglia verde

Spinaci, insalate e cavoli non sono così pericolosi come trascurare l’igiene. Tuttavia, è necessario disporre di un tagliere separato per le verdure e devono essere lavate in acqua corrente pulita con un colino e poi asciugati.

Pomodori

La salmonella prospera sulla superficie di questo vegetale. È necessario lavare i pomodori con particolare attenzione e bisogna evitare il consumo di quelli con la pelle danneggiata.

Infine, non dimenticare la regola di base: qualsiasi cibo non dovrebbe stare fuori dal frigorifero per più di 4 ore in totale (cioè, non alla volta). Inoltre, anche se l’estate è una stagione calda per le infezioni intestinali, il rischio di contrarre un’infezione è sempre in agguato.

Meloni

La Listeria ‘vive’ comodamente sulla buccia del melone, anche quando viene conservato in frigorifero. Prima del consumo, il melone va daccuratamente lavato con una spazzola o una spugna. Non tagliare mai i frutti non lavati: la Listeria potrebbe finirci dentro.

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