60 mila assistenti civici per il rispetto del distanziamento sociale: il bando

La Protezione Civile si prepara alla pubblicazione in settimana, M5S e Viminale fremano.

movida e coronavirus

I sindaci potranno avvalersi di 60 mila assistenti civici volontari per far rispettare il distanziamento sociale e per altre attività. Chi è in cassa integrazione, percepisce il Reddito di Emergenza o è inoccupato potrà candidarsi.

Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli

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In settimana la protezione civile lancerà il bando per reclutare volontari che potranno essere impiegati dai sindaci per attività sociali e il rispetto delle misure di distanziamento sociale. Ad annunciarlo il ministro degli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari.

Il reclutamento, che comincerà da domani, 26 maggio, sarà a carico della protezione civile: esattamente come è successo durante la fase 1 per la selezione di medici e infermieri da mandare nelle zone rosse del Paese.

Una volta reclutati i 60 mila assistenti civici su base volontaria, verrà comunicata alle Regioni la disponibilità su tutto il territorio nazionale. Saranno poi i sindaci a occuparsi della scelta delle attività, una fra tutte il rispetto delle distanze interpersonali.

Francesco Boccia
Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali e le Autonomie

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Il ministro Boccia si rivolge a «tutti quei cittadini che hanno voglia di dare una mano al Paese, dando dimostrazione di grande senso civico» che, tradotto, non è altro che il rispetto «di tutte le misure messe in atto per contrastare e contenere il diffondersi del virus».

Un appello accorato arriva anche dal presidente dell’Anci, Decaro: «È ai volontari che vogliamo affidare le nostre comunità in questa nuova e complessa fase: quella in cui proviamo a convivere con il virus e impariamo a difenderci, anche tornando a una vita meno compressa dai divieti».

Il Movimento 5 Stelle, però, non ci sta: «La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60 mila assistenti civici non mi convince e non convince il M5S», – scrive in un tweet il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi.

E ancora: «Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza». Il Viminale lamenta un’esclusione in una fase decisionale delicata e precisa che non ci dovranno essere compiti aggiuntivi per prefetture e Polizia.

«Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno, per l’istituzione della figura degli ‘assistenti civici’ in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia gia’ quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio», ha affermato il Viminale.

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