8 maggio: è il giorno della supplica alla Madonna di Pompei

Affonda le sue origini nel 1883 quando Bartolo Longo, dopo una visione, scrisse la preghiera che oggi viene recitata da milioni di fedeli in tutto il mondo.

Oggi 8 maggio, sono stati tantissimi i devoti che si sono recati in pellegrinaggio nella cittadina campana di Pompei per celebrare la cosiddetta supplica alla Madonna di Pompei.

Si tratta di una pratica devozionale cattolica che viene recitata l’8 maggio (giorno in cui ebbe inizio nel 1876 la costruzione della basilica) e la prima domenica di ottobre davanti all’immagine della Madonna di Pompei. Si tratta di una tela del Seicento attribuita alla scuola del pittore Luca Giordano che raffigura la Madonna nell’atto di dare un rosario a Santa Caterina da Siena mentre Gesù Bambino ne dà un altro a Domenico di Guzman (fondatore dell’ordine domenicano).

Il culto della supplica alla Madonna di Pompei fu introdotto nel 1883 da Bartolo Longo (fu beatificato nel 1980 mentre ad oggi è ancora aperta la causa di canonizzazione) dopo aver avuto la visione della Vergine Maria che gli diceva che “se cerchi salvezza, propaga il Rosario”. Oggi viene celebrato non soltanto nella Basilica campana, ma anche in altri santuari e parrocchie dedicati alla Madonna di Pompei sparsi in tutto il mondo (ce ne sono in Argentina, Venezuela, Brasile, Uruguay, Canada e Stati Uniti). Il culto, infatti, è molto popolare fra gli emigrati. Non solo: a conferma della sua enorme diffusione, la supplica ogni anno viene trasmessa in tv (alla radio, negli anni Cinquanta).

La supplica consiste nella recitazione di una preghiera originariamente scritta dallo stesso Longo (fu modificata nel corso degli anni).

IL TESTO DELLA SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie. Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono. O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.

Ave Maria

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.

Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

Ave Maria

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