A Catania i funerali della piccola Elena Del Pozzo, l’omelia

Le parole dell’arcivescovo di Catania Luigi Renna

“Cosa ci separa da queste due persone di cui abbiamo solo una salma composta? La morte e il dolore, su cui è risuonata la Parola di Dio: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, il pericolo, la spada? L’amore di Cristo è la nostra unica speranza, quell’amore che ha il potere e la forza di unire ciò che è stato separato, di portare amore dove ha vinto l’odio, di donare la vita e la risurrezione dove c’è morte. È un amore che viene da Dio, il Dio di Gesù Cristo che non ha risparmiato il proprio figlio ed ha insegnato all’umanità che si salva donando, sacrificando sé stessi e non gli altri. Io prego che questa piccola martire innocente di nome Elena da oggi consoli i suoi cari e tutti quei bambini che sono feriti più di ogni altro dai sentimenti che inquinano l’umanità”.

Così l’arcivescovo di Catania Luigi Renna in un passo dell’omelia per il funerale della piccola Elena Del Pozzo, la bimba uccisa lunedì 13 giugno dalla madre Martina Patti, rea confessa, nelle campagne di Mascalucia in provincia di Catania.

Davanti ad una cattedrale di San’Agata stracolma di familiari, amici l’arcivescovo ha poi aggiunto: “Abbiamo ascoltato, nel Vangelo secondo Marco: davanti ai discepoli che discutevano tra loro su chi fosse il più grande, Gesù prese un bambino e lo mette al centro, lo abbraccia e dice che quel piccolo è il metro dell’accoglienza e dell’amore per Lui. A coloro che seguivano le logiche da “grandi”, il Signore contrappone chi non ha altro che la semplicità, la fiducia, quasi il “consegnarsi” proprio dei piccoli”.

Presenti in chiesa anche il sindaco di Mascalucia Vincenzo Magra, quello di Tremestieri, Santo Rando, il vicesindaco di Pedara Francesco Laudani, il sindaco di San Giovanni La Punta, Nino Bellia

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