Abbracci in sicurezza durante la pandemia: ce li mostrano delle dolcissime illustrazioni

Le illustrazioni sono di Eleni Kalorkoti.

abbracci in pandemia

Il contatto umano è uno degli aspetti che più ci mancano in questa fase ancora surreale. Niente paura, però, ci sono dei modi per donare abbracci in sicurezza anche ai tempi del Coronavirus, basta adottare qualche precauzione.

Una donna canadese ha persino creato un guanto apposito con tanto di strato di plastica trasparente e maniche. Due cugini piangono durante un lungo abbraccio dopo settimane di lontananza. Moltissime sono le testimonianze sui social di riunioni che riempiono il cuore e danno speranza.

Il valore scientifico dell’abbraccio

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Meglio rivolgere lo sguardo in direzione opposta

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Gli abbracci in sicurezza, e in generale, sono inoltre un ottimo antidepressivo e un antistress naturale. Calmano, infatti, il sistema nervoso simpatico. Lo stesso vale per due persone che si tengono le mani.

«Gli esseri umani hanno percorsi cerebrali che sono specificamente dedicati alla rilevazione del tocco affettuoso»: afferma Johannes Eichstaedt, sociologo computazionale e professore di psicologia alla Stanford University. E ancora: «Dipende dal modo in cui i nostri sistemi biologici comunicano l’un l’altro. Ci dicono che siamo al sicuro, che siamo amati e che non siamo soli».

Lo studio a favore del contatto fisico

Linsey Marr, ricercatrice della Virginia Tech e uno dei maggiori esperti al mondo di trasmissione di malattie aerodisperse e sul rischio di esposizione virale durante un abbraccio. Ha così calcolato che il rischio di esposizione durante un breve abbraccio può essere sorprendentemente basso, anche se entriamo a contatto con un asintomatico inconsapevole.

«Non sappiamo quanti virus ci vogliono per farci ammalare, probabilmente più di uno»: ha dichiarato la dottoressa. E poi: «Se non si parla o si tossisce mentre si abbraccia, il rischio dovrebbe essere davvero molto basso».

Indossiamo la mascherina

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Non facciamo combaciare i volti nella stessa direzione

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Indossare la mascherina e dedicarci agli abbracci in sicurezza quando siamo all’aperto è il primo consiglio per evitare contagi. Puntiamo i volti in direzioni opposte e non soffermiamoci troppo, anche se quest’ultimo punto è difficile da rispettare.

Cerchiamo di evitare i pianti. Lacrime e naso che cola aumentano il rischio di entrare a contatto con i liquidi che veicolano il Coronavirus. «Al momento c’è una vera sfida per le persone anziane che temono di non poter toccare o connettersi con la famiglia per il resto della loro vita. Il segreto è far sì che ci siano contatti brevi»: ha detto Julia Marcus, epidemiologa ed esperta di malattie infettive alla Harvard Medical School.

Attenzione alle altezze

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Una situazione a rischio

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«Quando la persona più bassa alza lo sguardo, il respiro sale in direzione della persona più alta. Se questa guarda in basso, c’è la possibilità che i respiri di mescolino»: ha spiegato la dottoressa Marr. Ci sono però delle precauzioni da tenere a mente.

Per un abbraccio in sicurezza, giriamo i volti in direzioni opposte, evitando di entrare in contatto diretto con le particelle. Non dimentichiamo la mascherina: in questo modo è molto più semplice tenere sottocontrollo la situazione.

Per i bimbi ci sono meno rischi

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Questo è il metodo più sicuro

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Abbracciarsi a livello del ginocchio o della vita riduce il rischio di esposizione diretta alle tanto temute goccioline: i volti infatti sono sufficientemente a distanza. I nonni e i nipoti, quindi, possono tirare un sospiro di sollievo.

Una precauzione successiva è quella di cambiarsi di abito, visto che potrebbe essere stato contaminato involontariamente dal bambino. Inoltre, laviamoci bene le mani. Non sono poi tante le cose da tenere a mente!

Tratteniamo il respiro

Julian Tang , un virologo e professore associato dell’Università di Leicester in Inghilterra, ha affermato che una precauzione potrebbe essere proprio quella di trattenere il respiro, come quando ci si trova sott’acqua.

«La maggior parte degli abbracci dura meno di 10 secondi, quindi le persone dovrebbero essere in grado di gestirlo»: ha affermato. E ancora: «Aspettiamo di essere a una distanza di almeno due metri, prima di parlare di nuovo».

Gli abbracci sono più sicuri delle conversazioni

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Un modo sicuro è quello mostrato nell’illustrazione. Non dimentichiamo la mascherina

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Yuguo Li, professore di ingegneria all’Università di Hong Kong e autore del documento utilizzato dalla dottoressa Marr per effettuare i propri calcoli, ha parlato di un rischio minore rispetto a una conversazione faccia a faccia più lunga. A patto che si rinunci ai baci, anche sulle guance.

Nonostante gli abbracci in sicurezza siano possibili, perché rimangano tali facciamo in modo che siano ponderati, meglio evitare quelli casuali. Abbracciare chi ha condiviso la pandemia con noi è certamente meno pericoloso.

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