Addio a Pau Donés, morto a 53 anni il cantante degli Jarabe de Palo

Soffriva di un cancro dall’agosto del 2015.

Pau Donés Jarabe de Palo
Pau Donés, leader degli Jarabe de Palo

Ad annunciarlo con un post sui social la famiglia di Pau Donés. Conosciuto in Italia per i successi di Dipende e La Flaca, il leader degli Jarabe de Palo ha lottato fino all’ultimo contro il cancro, ma purtroppo una recidiva non gli ha lasciato scampo.

Il musicista, nato a Montanuy (Huesca) e cresciuto a Barcellona, stava per pubblicare il suo nuovo album: era appena uscito il singolo Tragas o escupes. Voleva ricominciare Pau Donés, dopo aver interrotto il tour del 2019 proprio per motivi di salute, e voleva farlo con l’allegria che lo ha sempre contraddistinto.

La sua avventura musicale inizia quando era giovanissimo, all’età di 15 anni, grazie a suo fratello Marc, con il quale suona nella band J & Co. Band and Dentures. Il successo planetario, però, lo deve agli Jarabe de Palo, un gruppo da lui fondato e di cui era il leader.

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La sua allegria e l’ottimismo contagioso conquistano milioni di fan. Il primo brano ad avere un certo riscontro di pubblico è La Flaca nel 1996, ma tutti lo ricordiamo soprattutto per Dipende, che esce due anni dopo.

La musica latina, la rumba catalana e il flamenco influenzano non poco il percorso artistico di Pau Donés. Al suo attivo aveva 14 album in 22 anni di carriera. Soprattutto in Spagna, era un punto di riferimento del rock latino.

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Prima di diventare famoso, si laurea in Economia, lavora come modello e fonda un’azienda che produce oggetti di scena insieme al fratello. Negli ultimi anni, però, dà priorità alla lotta contro il cancro: cerca di de-stigmatizzare quella che è considerata la malattia della nostra epoca.

Gli premeva sottolineare come chi guarisce da una patologia del genere non è né migliore, né più meritevole. Voleva essere trattato come chiunque altro il leader degli Jarabe de Palo, e raggiungere i suoi obiettivi grazie alle proprie capacità.

Ne ha sempre voluto parlare, aiutare chi ha avuto un destino simile. Ha usato la sua notorietà per inviare messaggi di forza e ottimismo a chi era in terapia come lui. «Vivo giorno per giorno, un concetto che ho sempre portato avanti molto a livello teorico e che da quando ho il cancro è diventato anche pratico»: ha svelato in un’intervista di un anno e mezzo fa. Separato dalla moglie, lascia la figlia Sara.

La famiglia ringrazia «il team medico e tutto il personale» delle strutture che lo hanno seguito, «per il lavoro e la dedizione che gli hanno riservato in questo periodo». Chiede anche «il massimo rispetto della privacy in questo momento difficile».

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