Addio al bollo auto (dal 2026) ma arriva una nuova tassa dall’Unione Europea

Pare che il bollo auto verrà abolito. Non dal 2020 ma probabilmente dal 2026.

Se c’è un tributo particolarmente odiato dagli italiani, questo è la tassa automobilistica, più conosciuta come bollo auto.

Un tributo locale, che grava sugli autoveicoli e motoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana, il cui versamento è a favore delle Regioni d’Italia di residenza.

Un balzello che è da sempre visto come una sorta di sopruso, e che insieme al canone Rai è sempre oggetto di campagna elettorale, con leader di partito che promettono di abolirlo e poi non mantengono le promesse.

Ma c’è una novità. Anzi più di una.

Intanto la Regione Lombardia ha lanciato la proposta di fare pagare meno a chi utilizza il conto corrente per il versamento. Adesso pare che il bollo auto verrà abolito. Non dal 2020, ma probabilmente dal 2026.

Certo, si pagherà una nuova tassa. Ma non uguale per tutti. Una tassa che non sembra destinata a colpire tutti allo stesso modo quindi, ma più chi, magari con un reddito modesto, usa la macchina per andare a lavoro. La nuova tassa, che nasce su indicazione della Commissione Trasporti del Parlamento europeo, e che attende il via libera del Consiglio europeo, può esser sintetizzata così: chi più guida, più paga.

Insomma, più chilometri si faranno e più si sborserà. Giusto? Sbagliato? Dipende dai punti di vista. Se l’obiettivo è cercare di portare più persone a ridurre l’uso dell’auto e all’utilizzo dei mezzi pubblici, nulla da dire. Ma c’è chi l’auto la utilizza per raggiungere il posto di lavoro, in aree poco servite dai bus o dai treni. Il principio è però questo: “Più guidi, più inquini l’aria, più crei problemi di salute alla società, più paghi”.

Insomma, ritorna lo Stato che più che agevolarti ti fa la morale. Lo stato padrone nei governi liberaldemocratici. Che appare come un paradosso, ma è così.

La tassa, che tanti hanno ribattezzato banalmente “bollo auto europeo”, porta con tre possibili conseguenze.

La prima è apparentemente positiva: potremo finalmente dire addio al bollo auto basato sulla potenza misurata in kW e alla classe di inquinamento (Euro 1 – 2 – 3… ).

La seconda è l’inevitabile obbligo d’installazione di una scatola nera che quantifichi esattamente quanti chilometri percorriamo nel corso dell’anno.

La terza è il prelievo più che mai oneroso a danno del ceto medio-basso. Il nuovo balzello imposto dall’Ue arriverà nel 2023 per tutti i mezzi pesanti e i furgoni di peso superiore alle 2,4 tonnellate. Tutti gli altri avranno invece qualche anno in più: l’entrata in vigore è infatti prevista per il 2026.