Aereo precipitato in Etiopia, Procura di Roma apre un’inchiesta / LE PAROLE DEL PAPA

Aereo precipitato in Etiopia, Procura di Roma apre un'inchiesta / LE PAROLE DEL PAPA

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte degli otto italiani nel disastro aereo del Boeing 737 Max della Ethiopian Airlines.

Nello schianto, poco dopo il decollo da Addis Abeba, hanno perso la vita l’archeologo e assessore siciliano Sebastiano Tusa, il presidente dell’Ong Link 2007, Paolo Dieci, tre volontari dell’Africa Tremila Onlus di Bergamo: Carlo Spini, la moglie Gabriella Vigiani e il tesoriere Matteo Ravasio, le romane Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti, e Rosemary Mumbi. In totale, a bordo c’erano 157 persone.

ETIOPIA E CINA BLOCCANO I BOEING 7373 – Ethiopian Airlines ha deciso di lasciare a terra i Boeing 737 max. Lo ha reso noto la compagnia aerea in un tweet in cui si legge che “non si conoscono ancora le cause della sciagura e la decisione è presa in via precauzionale“. Lo stesso hanno scelto di fare anche le compagnie aeree cinesi, indonesiane e mongolesi. Inoltre, la Corea del Sud ha aperto un’indagine con accertamenti sui sistemi.

Aereo precipitato in Etiopia, Procura di Roma apre un'inchiesta / LE PAROLE DEL PAPA

EASA MONITORA BOEING – L’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (Easa) ha annunciato che sta monitorando “da vicino la situazione”, aggiungendo che è troppo presto per fornire indicazioni alle compagnie europee, o per agire. Intanto, è stata recuperata la scatola nera dell’aereo.

IL CORDOGLIO DI PAPA FRANCESCO – Papa Francesco, “avendo appreso con tristezza del disastro aereo della Ethiopian Airlines offre preghiere per i defunti di vari paesi e affida le loro anime alla misericordia di Dio Onnipotente“. Il Papa ha inviato “sentite condoglianze alle loro famiglie e su tutti coloro che piangono questa tragica perdita invoca le benedizioni divine di consolazione e forza“.