Aereo russo caduto: esclusa la pista di un attentato terroristico

Guasto tecnico, errore umano e condizioni meteo avverse. Sono queste le ipotesi al vaglio degli investigatori per chiarire la causa dello schianto dell’aereo di linea Antonov an-148 della Saratov Airlines che ha causato la morte di 71 persone fra passeggeri e personale di bordo.

È stata, dunque, esclusa l’ipotesi di un attentato terroristico, anche perché la portavoce del Comitato investigativo russo Svtelana Petrenko ha fatto sapere che al momento dello schianto il velivolo era intero e avrebbe preso fuoco soltanto dopo l’impatto con il terreno e non in volo come, invece, era stato detto in un primo momento.

Inoltre la Petrenko ha smentito ufficialmente la notizia secondo la quale il pilota avrebbe segnalato un problema tecnico durante il volo.
È stato stabilito – ha dichiarato – che nessuna segnalazione di malfunzionamenti tecnici è stata lanciata dall’equipaggio dell’aereo“.

Tuttavia se ne saprà di più soltanto dopo l’analisi della scatola nera che è stata ritrovata qualche ora fa nonostante la neve alta due metri intorno alla carcassa del velivolo.

Nel frattempo emerge un altro particolare. Sembrerebbe che il comandante, prima del decollo avesse rifiutato la procedura del cosiddetto ‘de-iceing‘ (ovvero il trattamento del mezzo con reagenti antigelo) perché ritenute inutili nonostante le condizioni meteo non fossero delle migliori.

Per quanto riguarda le vittime, invece, le autorità russe fanno sapere che sul volo c’erano anche tre stranieri di cui uno svizzero e tre minori.
L’aereo era decollato domenica alle 14.21 (ora di Mosca) dall’aeroporto moscovita di Domodedovo direzione Orsk nella regione di Orenburg. Il velivolo è scomparso dai radar poco dopo essere partito e si sarebbe schiantato a circa 80 chilometro a sud-est di Mosca (in un campo nel distretto di Ramensky, vicino al villaggio di Argunovo) dopo soli 5 minuti di volo.

Fonte Ansa