Aggressione a Enzo Salvi e al suo pappagallo: individuato il responsabile (VIDEO)

I Carabinieri hanno fermato l’uomo che ha preso a sassate il comico e il suo.

Enzo Salvi pappagallo
Enzo Salvi insieme al suo pappagallo, dal profilo Facebook

È stato identificato l’autore dell’aggressione a Enzo Salvi e al suo pappagallo. Ha 25 anni ed è originario del Mali. I Carabinieri lo hanno fermato ed è stato accusato di maltrattamento di animali. Adesso però si trova a piede libero.

Le ricerche sono iniziate dopo la denuncia sporta dal comico in seguito al trauma cranico riscontrato in Fly, uno dei tre volatili di sua proprietà e con cui promuove il volo in libertà. La lesione è dovuta alle sassate che ha ricevuto e che lo hanno fatto precipitare per ben sette metri.

«Assistere a una lapidazione senza motivo è scioccante»: questo è il commento dell’attore. I fatti si sono verificati il 29 giugno scorso, in zona Pianabella a Ostia Antica. E ancora:«Non trovo parole per descrivere il mio stato d’animo. Non dormo, sto malissimo, sono contro la violenza e ora il mio pappagallo lotta tra la vita e la morte con una frattura al cranio».

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L’aggressione a Enzo Salvi e al suo pappagallo è avvenuta senza un reale motivo, ammesso che ce ne possa essere mai uno, e ha causato conseguenze anche gravi. «Quando ho visto cadere Fly, gli ho gridato: ‘Che fai!!??’. A quel punto ha aggredito anche me prima di scappare. Una scena di violenza da film di Tarantino. E poi per cosa? Aggredito con rabbia sconvolgente e senza senso. Almeno mi avesse rubato il cellulare».

Quanto successo è stato ripreso da un amico del comico, presente al momento dell’accaduto, con il cellulare. Dettaglio che ha aiutato le forze dell’ordine nella fase di ricerca e identificazione. Adesso il responsabile, però, è di nuovo in libertà.

«Vanno prese posizioni, non si può andare avanti così. Questa persona domani potrebbe tirare sassi a qualsiasi altra persona, bambino o animale. Non voglio che il mio racconto venga strumentalizzato: non è questione di colore della pelle. Questo folle rappresenta solo sé stesso, icona di follia e c’è bisogno di tutela per tutti noi »: ha concluso Salvi.

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