Ai piedi dell’Himalaya esiste il paese delle donne senza i mariti

Credit Karolin Klüppel

Decenni di lotte femministe non ancora concluse con successo e poi scopri che ai piedi dell’Himalaya esiste da secoli un vero e proprio Paese delle Donne (come recita il cartello di benvenuto).

Nello Yunnan, provincia sudoccidentale della Cina ai confini con il Tibet, c’è un villaggio abitato dai Moso. Sono una minoranza etnica matriarcale e matrilineare dove vige il “girl power”.

Qui le donne mettono in pratica quella che è una delle più importanti conquiste per le femministe, ma un sogno o un tabù per tutte le altre: avere un figlio senza sposarsi. “I Moso si amano, ma non si sposano. Considerano il matrimonio come un attacco alla famiglia stessa”, per citare Francesca Rosati Freeman (“Benvenuti nel paese delle Donne”, XL edizioni).

Credit Karolin Klüppel

Sono le donne a scegliere il compagno durante le feste popolari. E da quel momento, ogni notte, ricevono il prescelto nella propria stanza con la benedizione della Dabu, ovvero la donna più anziana che svolge le funzioni di capofamiglia. La coppia può decidere di non sposarsi (il che succede nella quasi totalità dei casi), ma di avere un figlio (considerato la reincarnazione degli antenati).

Quest’ultimo vive con la madre e viene cresciuto dalla famiglia materna, anche se il padre biologico può vederlo e prendersene cura. Tuttavia, per quanto riguarda l’educazione, al papà viene preferito lo zio materno perché per una società matrilinea come i Moso la consanguineità prevale su tutto.

E se l’amore finisce? Semplice: i due si lasciano senza scenate o ripercussioni sociali. E si va avanti.

Altro che femminismo: questa è civiltà.