“Aiutate la Catalogna, Salvate l’Europa”, il video che è un colpo al cuore

Aiutate la Catalogna, Salvate l’Europa” è un video forte che racconta una verità che nessuno dovrebbe contestare su quanto è accaduto l’1 ottobre scorso a Barcellona: la violenza della Guardia Civil spagnola contro il popolo che desiderava semplicemente votare.

Sì, perché al di là dell’opportunità politica del referendum, dei motivi per cui il Parlamento catalano ha scelto la strada dell’Indipendenza (dichiarata e sospesa nel giro di pochi minuti dal presidente Carles Puidgemont) e di quelli per cui Madrid non ne vuole sapere di accettare l’esito della tormentata consultazione, l’1 ottobre la gente non chiedeva altro che votare.

I catalani, infatti, non sono scesi in strada per creare disordine ma perché pretendevano garantito un diritto sacrosanto di ogni popolo in ogni democrazia: esprimere la propria volontà.

E poco vale l’illegalità del referendum, contrario alla Costituzione spagnola (anche perché qual è quello Stato che permette facilmente la scissione di una sua parte?).

Vedere il video “Aiutate la Catalogna, Salvate l’Europa” è un pugno al cuore e difficilmente riesce a non commuovere, anche se non si conosce l’inglese.

Perché i catalani condividono con ogni cittadino d’Europa valori e principi. Perché al posto loro potremmo esserci benissimo noi.

Il video, caricato su YouTube, ha superato abbondantemente il milione di visualizzazioni e sta scuotendo l’orgoglio separatista catalano e infuriando il governo di Madrid.

È stato realizzato da Omnium Cultural, il movimento radicale indipendentista di Jordi Cuixart.

ECCOLO:

Sempre oggi – nel giorno della pubblicazione e diffusione del video –  è arrivata la prima offerta del premier spagnolo Mariano Rajoy alla Catalogna: “Nuove elezioni e stop all’applicazione dell’articolo 155“.

In poche parole, la Spagna sarebbe disposta a rinunciare all’applicazione dell’articolo 155, previsto dalla Costituzione iberica nei confronti delle autonomie disobbedienti, se Puigdemont, presidente della Generalitat, decidesse di convocare elezioni anticipate in Catalogna.

Un passo avanti? Staremo a vedere. Intanto, la fitta per il pugno al cuore resta. E fa male.