Al via l’APE Sociale: ecco cos’è e chi può richiederla (e chi no)

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pensioneDa sabato è in vigore l’APE sociale (chiamata anche social), ovvero l’anticipo pensionistico per chi ha compiuto 63 anni, rientra nelle categorie socialmente deboli ed è in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva.

L’INPS ha comunicato che, in poche ore, sono state presentate oltre 300 domande.

CHI PUÒ RICHIEDERE L’APE SOCIAL

  • 63 anni di età e 30 anni di contributi: come scritto poco su, i soggetti beneficiari dovranno avere almeno 63 anni, essere in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva e trovarsi in una delle seguenti condizioni: disoccupazione in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 e avere finito di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi; assistenza da almeno sei mesi al coniuge, la persona unita civilmente o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
  • Lavorati con mansioni gravose: possono richiedere l’APE sociale anche i lavoratori che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74% o i lavoratori dipendenti che, al momento della richiesta di accesso dell’APE sociale, svolgono o abbiano svolto in Italia, da almeno sei anni in via continuativa, una o più delle attività lavorative gravose. Per quest’ultima categoria, come ad esempio gli operai dell’industria edile, i conduttori di mezzi pesanti, i facchini e gli operatori ecologici, è richiesta un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.

A CHI NON SPETTA

L’APE Sociale, però, non spetta ai titolari di un trattamento pensionistico diretto in Italia o all’Estero ed è subordinata alla residenza in Italia e alla condizione che il soggetto abbia cessato l’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero.

L’indennità, inoltre, non è compatibile con i trattamenti a sostegno del reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con il trattamento ASDI e con l’indennizzo per cessazione attività commerciale.

I LIMITI

Il beneficiario dell’APE sociale può svolgere un’attività lavorativa, in Italia o all’estero, durante il godimento dell’indennità purché i redditi da lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa percepiti non superino gli 8.000 euro lordi annui, e quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro lordi annui.

In caso di superamento dei limiti annui, il soggetto decade dall’Ape sociale, l’indennità percepita nel corso dell’anno diviene indebita e la Sede INPS procede al relativo recupero.

Fonte: Andkronos.com.