Alba Parietti: “Il coronavirus non si sconfigge con il lockdown”

Le parole della showgirl ad Adnkronos.

Alba Parietti, intervistata da Adnkronos sull’ipotesi di un secondo lockdown in Lombardia e nel resto d’Italia, ha affermato:

«Questo virus non si sconfigge con il lockdown ma con la familiarizzazione con il virus. Impedire alla gente di uscire sarebbe sbagliatissimo. Bisogna insegnare ai cittadini a rispettare le regole. Se alla gente gli tocchi il lavoro gli levi ogni speranza. Se fai una seconda chiusura gli togli la forza di combattere. Il Covid è un mostro da combattere ma ormai il tasso dei suicidi è altissimo e chiudere tutto non è la soluzione».

«La situazione in Lombardia – ha aggiunto la showgirl 59enne – è inutile nasconderlo, è gravissima. Io stessa vedo persone vicine a me che continuano a contagiarsi a vicenda. Questo soprattutto tra i giovani che escono comunque, si vedono all’aperto e e in case private. Ma io sono contraria al lockdown perché oltre al Covid ci deve essere una sorta di parvenza di normalità e di possibilità di socializzare. La gente diventa pazza, siamo tutti completamenti distrutti sul piano psicologico».

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Per Alba Parietti «quello che continua ad essere sottovalutato sono i mezzi pubblici e le scuole, si devono trovare delle soluzioni! Ci dovrebbero essere delle misure per i genitori che hanno i figli in età scolare per permettergli seguirli e di alternarsi a casa. I mezzi di trasporti sono in assoluto quelli che creano più di tutti questa catena di contagi, anche nelle scuole. Mettere la chiusura dei ristoranti alle 18 non serve a nulla».

La Parietti ha aggiunto: «Vanno presi provvedimenti seri, gli autobus e le metropolitane devono essere messi in condizione di far mantenere le distanze di sicurezza alla gente per evitare si creino degli accalcamenti solo in determinate orari, è necessario inoltre votarsi alla coscienza civile delle persone ma  continuerei ad evitare la chiusura totale».

«Il lavoro è per la gente un motivo per stare al mondo. Se metti tutti sul lastrico porti la gente al suicidio. Quindi: sanzioni pesantissime per chi trasgredisce ma cene nei ristoranti almeno fino alle 23, magari solo tra persone che sanno la condizioni dell’altro, con distanziamento e tavoli piccoli e facendo dei turni», ha concluso.

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