Alberto Angela ricorda nonno Carlo: “Ha salvato molte vite”

Il figlio di Piero Angela ha raccontato le gesta del nonno Carlo.

Tutti noi conosciamo Piero e Alberto Angela, padre e figlio che da decenni sono ormai simbolo e riferimento per tutti i divulgatori scientifici televisivi. Eppure c’è un Angela di cui pochi si ricordano, che ha compiuto una impresa a dire poco eroica.

Alberto, ospite di ospite di Francesca Fialdini da A Noi…a Ruota libera su Rai1 ha ricordato Carlo Angela, il nonno paterno.

«Era un professore – racconta Alberto – e ha salvato e protetto degli ebrei nella sua clinica, fra questi c’era una coppia. La figlia quando sono mancati tutte e due ha trovato in un cassetto un rotolino con il diario della loro permanenza in questa clinica e ne ha fatto un libro. Li ho ritrovato mio nonno. Credo che sia una cosa tipica di chiunque abbia fatto delle gesta come le sue: non si racconta. È stato fatto e basta perché bisognava farlo».

Piero e Alberto Angela.

Carlo Angela fu un antifascista convinto, che dopo il delitto Matteotti accusò esplicitamente Mussolini e i suoi seguaci «per il nefando delitto che ha macchiato indelebilmente l’onore nazionale».

Negli anni del regime si trasferì a San Maurizio Canavese come direttore sanitario della casa di cura per malattie mentali “Villa Turina Amione”. Durante l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana offrì rifugio a diversi antifascisti ed ebrei, falsificando le cartelle cliniche per giustificare il loro ricovero. Rischiò anche la fucilazione, ma dopo la guerra venne eletto sindaco.

Le azioni compiute da Angela rimasero sconosciute per oltre mezzo secolo, a causa della discrezione della sua famiglia, e vennero alla luce soltanto nel 1995, quando Anna Segre decise di pubblicare il diario del padre Renzo, scritto durante il periodo in cui era scampato ai campi di sterminio, con la moglie Nella, nella clinica “Villa Turina Amione”.

Alberto Angela
Alberto Angela

Sulla base delle prove e delle testimonianze raccolte e che gli sono state presentate, il 29 agosto 2001 una commissione israeliana ha conferito al professor Angela l’onorificenza di Giusti tra le nazioni inserendo il suo nome nel Giardino dei giusti di Yad Vashem di Gerusalemme.

Alberto Angela ha parlato del successo dei sui programmi, in particolare “Ulisse – Il piacere della scoperta” che sta andando in onda ogni sabato su Rai1. Una fortuna che sarebbe da attribuire al pubblico italiano, più colto, preparato e interessato di quanto non si reputi generalmente: «La concorrenza si basa sull’intrattenimento. Noi abbiamo un altro pubblico, la Rai è riuscita a trovare spettatori che sono recettivi. Non so se all’estero ci sia un pubblico così. Il fatto che ci sia un programma di divulgazione al sabato sera avviene perché in Italia c’è un pubblico diverso da quello degli altri Paesi».

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