Alberto Angela sul Coronavirus: il messaggio di vicinanza sui social e a Porta a Porta

Si dice vicino a tutti coloro i quali hanno contratto il virus e hanno perso i cari a causa dell’epidemia.

Alberto Angela

Alberto Angela sul Coronavirus ha mandato un messaggio di vicinanza a tutte le persone in prima linea nella lotta contro l’emergenza che ha toccato anche il nostro Paese. Si rivolge a tutti i contagiati e alle loro famiglie.

Un messaggio di empatia e di comprensione che ricorda come tutti siamo uguali di fronte a una situazione del genere: non ci sono anziani, né giovani, poveri né ricchi. Ci sono persone che meritano rispetto, persone con dei sentimenti e che sono amate.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Nicola Zingaretti positivo: “Devo rimanere a casa” (VIDEO)

Alberto Angela ha pubblicato un post su Facebook e ha ribadito il concetto anche in un videomessaggio mandato in onda da Bruno Vespa a Porta a Porta, durante lo speciale dedicato all’epidemia.

«Il mio pensiero va a chi ha perso un caro per il Covid-19, a chi vive in quarantena o isolamento, ai più vulnerabili e a chi è in prima linea contro la diffusione del virus. Soprattutto a coloro che con grande sacrificio e coraggio operano negli ospedali e nei laboratori. Grazie!»: queste le parole sui social network.

LEGGI ANCHE: Vasco Rossi sul Coronavirus: “Ecco perché in USA non è grave come in Italia”

Con il suo fare rassicurante ed empatico Alberto Angela sul Coronavirus dice la propria guardando, virtualmente, dritto negli occhi gli spettatori di Rai Uno: «Non è facile commentare quello che sta accadendo. Non sono un virologo, sono un uomo di scienza e lascio agli esperti i commenti e i consigli sulle precauzioni da prendere»: dice il figlio di Alberto Angela.

E poi: «È alla fine che si fanno le analisi, per il momento consiglio di seguire le indicazioni degli esperti, ma alcune cose le voglio dire». Riferendosi alle vittime del Coronavirus afferma: «Non ci sono anziani o giovani. Sono delle mamme, dei papà, dei nonni che hanno lasciato un grande vuoto: bisogna sempre ricordarlo».

«Sono vicino alle persone rimaste sole, a quelle che si trovano in quarantena. E poi soprattutto penso a chi è in trincea per combattere la diffusione di questo virus, e mi riferisco a chi è nei presidi e negli ospedali. Persone che lavorano in condizioni difficili, lontani dalle famiglie e che non hanno scelto di essere coinvolti. Ci si sono ritrovati all’improvviso, e non hanno mollato»: così conclude il conduttore.

Un messaggio di speranza e di vicinanza, insomma. Di unione, ed è solo restando uniti che si può superare un momento complesso come questo. Questo concetto viene ripreso da uomini dello spettacolo, politici: di fronte alla malattia siamo tutti uguali.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, c’è il primo caso anche in Vaticano.