Alcolisti anonimi: i 12 passi che aiutano ad affrontare la dipendenza da alcool

Gli alcolisti hanno la possibilità di abbandonare la bottiglia e smettere di bere grazie a un programma noto con il nome di metodo dei 12 passi. Ne abbiamo parlato con il team del Centro San Nicola, che ci ha aiutato a saperne di più in merito. È stata l’associazione degli Alcolisti Anonimi a mettere in pratica questo metodo per la prima volta. L’associazione vide la luce nel lontano 1935 negli Usa grazie a due alcolisti, Bill Wilson e Bob Smith: uno era un agente di borsa e l’altro era un medico. I due si accorsero che, grazie al sostegno reciproco che si davano, erano in grado di restare astemi.

La storia degli Alcolisti Anonimi

Ecco, quindi, che gli alcolisti cominciarono a ritrovarsi in un Gruppo AMA, vale a dire un gruppo di auto mutuo aiuto. Nel 1939, poi, Bill e Bob pubblicarono un libro, intitolato “Alcolisti Anonimi”, in cui descrissero e fecero conoscere a tutti il proprio metodo. A mano a mano l’associazione si diffuse sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo; la stessa sorte toccò al metodo dei 12 passi, che infatti oggi viene utilizzato, oltre che dagli Alcolisti Anonimi, in molti altri gruppi di auto mutuo aiuto per le dipendenze, come per esempio i Giocatori Anonimi e i Narcotici Anonimi.

I primi passi

L’affidamento è alla base dei primi tre passi, i quali si riferiscono a una realtà psicologica che si rivela di importanza straordinaria nel contesto di una richiesta di aiuto. Lo step iniziale è rappresentato dal riconoscimento da parte del soggetto alcolista dell’impossibilità di riuscire a smettere di bere da solo, e cioè senza il sostegno di altre persone. Nella maggior parte dei casi un alcolista tenta di dire addio alla bottiglia in più occasioni in modo indipendente, ma ci riesce al massimo per brevi periodi: è solo dopo tanti fallimenti che egli decide di chiedere aiuto ad altri. Come è facile intuire, accettare di aver bisogno di qualcun altro è un processo molto complicato, se non altro perché si tratta di confessare un fallimento e di dichiararsi sconfitti: ne derivano sensazioni di dolore davvero forti.

Il potere del gruppo

A questo punto la persona che ha chiesto aiuto si rende conto di aver bisogno di un potere superiore rispetto al singolo. Non c’è una norma specifica a proposito delle caratteristiche di questo potere: per qualcuno esso è rappresentato dal gruppo di aiuto, ma per altri si può trattare della spiritualità, della divinità, e così via. In sostanza lo scopo è quello di capire che per recuperare non si può contare unicamente sulle proprie forze, ma è necessario il supporto di una entità maggiore. Tenendo presente che un gruppo non è solo la somma di più persone.

Essere sinceri con sé stessi

Nel momento in cui una persona desidera riprendere in mano la propria esistenza, è essenziale che essa affronti la realtà, soprattutto perché proviene da anni passati nella bugia. Chi è alcolista continua a negare le proprie responsabilità e le evita: di conseguenza per uscire da questo problema è necessario prima di tutto il riconoscimento, che corrisponde all’ammissione di quello che è successo. Si tratta di scappare dal meccanismo della bugia per smettere di celare la realtà dei fatti. Per abbandonare l’isolamento occorre parlare dei propri disagi con altre persone, così da mettere da parte quel senso di colpa e quella vergogna che hanno rappresentato dei rifugi sicuri, dei modi per autocommiserarsi invece che per provare a risolvere il disagio.

Perché il gruppo è importante

Nel percorso di recupero di una persona alcolista, il gruppo è indispensabile perché permette a chiunque di mostrarsi per come si è davvero: esso può essere considerato una sorta di specchio che fornisce una realistica immagina degli schemi comportamentali che hanno favorito la comparsa e la crescita della dipendenza. Vuoi saperne di più? Segui questo link per leggere i 12 passi degli alcolisti anonimi.

Che cosa fa il Centro San Nicola

Il Centro San Nicola è una realtà nata per favorire la disintossicazione e il recupero non solo degli alcolisti, ma anche dei ludopatici, dei tossicodipendenti e di tutti coloro che sono rimasti intrappolati nella tela delle nuove dipendenze. Il percorso di riabilitazione si basa su un programma terapeutico che viene studiato su misura ed è personalizzato. Il sostegno è garantito anche dopo le ricadute; vengono trattate sia le dipendenze comportamentali, come quelle dal sesso e da Internet, sia le dipendenze da sostanze, come quelle dalla cocaina e, appunto, dall’alcol.