Alessandria: chi sono le tre vittime dell’esplosione nella cascina

Con il passare delle ore si fa strada l’ipotesi delle eplosioni di natura dolosa.

Tre vigili del fuoco sono morti a Quargnento, in provincia di Alessandria. I tre pompieri, tutti appartenenti al comando di Alessandria, erano intervenuti nella notte in seguito all’esplosione di una cascina disabitata e sono rimasti uccisi dal crollo dell’edifico. I Carabinieri al momento seguono la pista dolosa, in quanto sarebbero stati ritrovati degli inneschi sulla scena del dramma.

Con il passare delle ore, si fa strada l’ipotesi che le esplosioni siano state dolose, come conferma il procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri, sul luogo della tragedia: «All’interno dell’abitazione sono state trovate bombole di gas, inneschi rudimentali e alcuni timer. Tutto ci fa pensare che l’esplosione sia stata voluta e deliberatamente determinata». E aggiunge: «Dagli elementi che abbiamo acquisito pensiamo sia un fatto doloso». La procura di Alessandria ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti. Il reato ipotizzato è crollo doloso di edificio e omicidio plurimo.

Sull’eventuale movente dell’episodio per il momento ci sono solo ipotesi. Quella che gli inquirenti sembrano privilegiare riguarda dissidi in seno alla famiglia proprietaria della cascina: pare che i litigi tra padre e figlio fossero frequenti. In subordine si pensa che l’esplosione fosse finalizzata a incassare un premio assicurativo. L’immobile era comunque in vendita per 750.000 euro sul sito immobiliare.it. Il proprietario dell’immobile, Giovanni Vincenti, è stato sentito a lungo. «È persona offesa – precisa il pm di Alessandria Enrico Cieri – e sta collaborando con l’inchiesta».

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L’AUDIO DELLA TELEFONATA DEL CARABINIERE

LE VITTIME

Calabrese era Antonio Candido, Nino per gli amici, 32 anni. Si era però trasferito in Piemonte, ad Albenga, dove viveva con la moglie e con due pitbull. Aveva frequentato l’istituto “Augusto Righi” a Reggio Calabria. Era figlio e nipote d’arte: anche il padre era un Vigile del fuoco, Angelo, caporeparto in servizio nel comando provinciale di Reggio Calabria. Negli uffici amministrativi del comando provinciale lavora anche una sua zia. “In seguito alla tragica scomparsa del giovane reggino – si legge in una nota del Comune di Reggio Calabria – il sindaco Giuseppe Falcomatà, ha disposto la proclamazione del lutto cittadino per il giorno delle sue esequie”.

Le vittime dell’esplosione.

Il collega Marco Triches, 38 anni, invece, aveva frequentato l’istituto superiore “Alessandro Volta” di Alessandria, la sua città natale. Viveva poco distante, a Valenza, paese di quasi 19mila abitanti. Anche lui lascia la moglie. Nella sua pagina Facebook sono tante le foto che lo ritraggono con una macchina fotografica in mano. Una passione che coltivava da tempo. “È andato incontro al suo destino, con il senso del dovere che contraddistingue chi opera silenziosamente per il nostro benessere”. Rende omaggio così il suo concittadino il sindaco di Valenza, Gianluca Barbero. E aggiunge: “Un valenzano, uno dei nostri ragazzi, uno dei tanti che sposano la nostra comunità per lavoro o per amore o per scelte che li portano a essere qui con noi e molto spesso la parte migliore di noi”.

La terza vittima è Matteo Gastaldo, 46 anni. Viveva con la compagna e con la figlia di 9 anni a Gavi, paesino di 4mila e 500 abitanti in provincia di Alessandria. A Casale Monferrato, invece, aveva studiato all’istituto alberghiero “Artusi”. “Matteo era un gaviese doc – lo ricorda il vicesindaco di Gavi Nicoletta Albano – Durante l’ultima emergenza maltempo, che ci ha messo in ginocchio, è stato sempre in prima linea, sia come vigile del fuoco sia come compaesano. Matteo deve il suo nome al nonno, che qui ha fondato la storica gelateria oggi gestita dal fratello”.

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