Alessandria, parla il proprietario della cascina esplosa

Le parole di Giovanni Vincenti sull’esplosione che ha causato la morte di tre vigili del fuoco.

«Credo che ci sia stata da parte di qualcuno la volontà di un attentato incendiario ma non di far scattare una trappola nei confronti di chicchessia. Poi le cose sono andate male. Una volta chi voleva fare queste cose usava la benzina in questo caso è stato utilizzato il gas ma non erano mani esperte».

Così Fabio Dattilo, comandante del Corpo dei Vigili del Fuoco, commentando, a margine di un evento della Protezione Civile, quanto accaduto in provincia di Alessandria con la morte di tre colleghi: Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo.

Le vittime dell’esplosione.

Giovanni Vincenti, proprietario della cascina esplosa lunedì notte, ha affermato: «Sono distrutto dal dolore per questi tre ragazzi che sono morti sotto le macerie di casa mia dove abbiamo vissuto in armonia e amore per tanti anni. Abbiamo fatto quella casa per viverci tutta la vita -e adesso è diventato un luogo di morte».

«Il perché non lo so, o meglio, penso per pura e sempre invidia – ha aggiunto Vincenti, cercando di dare una spiegazione a quanto successo – Io negli anni ho subito diversi atti dolosi, non siamo mai stati ben acquisiti da quel paese da quando ci siamo trasferiti, siamo una famiglia un po’ riservata, per questo non abbiamo mai avuto grossi rapporti con il vicinato».

«Però – ha proseguito – ci sono una serie di situazioni che ho chiarito bene. Ieri poi sono riuscito con i carabinieri a dare un filo logico a tante situazioni che si sono verificate da quando eravamo lì a Quargnento e sono venute fuori due o tre ipotesi».

Infine, c’è stata oggi l‘autopsia sui corpi dei tre vigili del fuoco. L’accertamento si è reso necessario perché l’esame esterno effettuato questa mattina non è stato sufficiente per determinare se la morte è stata causata per lo schiacciamento o per asfissia.

I funerali si celebreranno al Duomo di Alessandria.

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