Alessia Pifferi: “Non ho mai dato quelle gocce a mia figlia Diana”

La donna smentisce di avere sedato la bambina

La piccola Diana Pifferi.
La piccola Diana Pifferi.

“Non ho mai dato quelle gocce a mia figlia”.

Così ai suoi difensori Alessia Pifferi, la 36enne accusata di aver ucciso la figlia di un anno e mezzo Diana per averla lasciato da sola a casa per sei giorni fino a farla morire di stenti.

La donna ha avuto ieri mattina un colloquio in carcere con i suoi nuovi avvocati Luca D’Auria e Solange Marchignoli, e ha ripetuto quanto già messo a verbale davanti a inquirenti e investigatori che la boccetta di En, un potente tranquillante, era in cucina lontano dalla portata della bimba. E che sia lei stessa sia la bimba mai hanno preso quel farmaco.

Come hanno spiegato i due legali, la donna secondo loro “sotto choc”, ha detto che le “manca” la figlia e ha chiesto informazioni sul suo funerale.

Inoltre, riferisce sempre la difesa, ha affermato che si sente “sola” e che nemmeno sua madre l’aiuta e né si fa sentire. I due legali hanno fatto sapere che nomineranno un consulente sia per valutare gli esiti dell’autopsia sia per gli accertamenti irripetibili, in programma il primo agosto, sul flacone di En, sul beccuccio del biberon e sul latte rimasto dentro, sugli indumenti della bimba e su un asciugamano blu sequestrati. Uno dei punti nodali da verificare è l’ipotesi che la piccina possa essere stata stordita con l’ansiolitico.

Infine, sono stati fissati i funerali della bambina: domani pomeriggio, venerdì 29 luglio, alle 15, nella parrocchia Santi Pietro e Paolo in via Bruno Buozzi, a Milano.

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