Alfie Evans, i giudici continuano a decidere al posto dei genitori

Ancora un no alla possibilità di trasferire il piccolo Alfie Evans dal Regno Unito all’Italia.

Respinto, infatti, il ricorso dei genitori. Negata, perciò, l’autorizzazione a trasferire il bambino, affetto da una grave malattia neurodegenerativa, in un ospedale italiano.

Intanto, dopo 36 ore, è stata ripristinata l’alimentazione assistita al bambino nell’ospedale Alder Hey di Liverpool.

Il bimbo è entrato nel secondo giorno di vita dopo il distacco della ventilazione meccanica.

Ne ha dato notizia il padre di Alfie: “Resiste ancora bene come può – ha affermato – sta lottando e non soffre, non ha apnee né dà segno di provare dolore“.

Il padre Tom, poi, insiste: “La Corte faccia grazia di mandarlo in Italia o a casa” ma, come scritto poco su, i giudici britannici hanno ancora una volta detto no ai genitori di Alfie.

I genitori di Alfie puntavano a sottolineare il giudizio precedentemente errato della Corte, puntando sulla sopravvivenza inaspettata del bambino nonché sulla cittadinanza italiana concessa ad Alfie per invocare la libertà di circolazione interna all’UE, di cui ancora il Regno fa parte.

Durante l’udienza, però, il giudice ha affermato che Alfie sta morendo, nonostante il padre abbia pubblicato su Facebook che il figlio “si è ripreso per la terza volta” e che “il guerriero lotta ancora“.

Tom Evans ha minacciato di far causa a tre medici dell’Alder Hey Hospital di Liverpool per cospirazione finalizzata all’omicidio del figlio e fa sapere di aver già preso contatti con investigatori privati per istruire il caso.