Alketa e il suo monologo commovente, ricco d’amore per l’Italia (VIDEO)

La conduttrice albanese, protagonista della serata dei duetti, ha ringraziato l’Italia con uno struggente monologo.

Nel corso della terza serata di Sanremo – quella dedicata ai duetti – è andato in scena il monologo della co-conduttrice del giorno, ossia Alketa Vejsiu. Conduttrice televisiva tra le più celebri in Albania – Paese che ha preso come modello Sanremo per dare vita a un festival della canzone seguitissimo ogni anno – ha intrattenuto il pubblico dell’Ariston con un monologo che ha toccato il cuore di molti anche per il fatto di aver ricordato il periodo in cui il nostro Paese era il punto di arrivo per tantissimi albanesi che lasciavano la loro terra alla ricerca di un futuro migliore.

Le parole di Alketa

La conduttrice 36enne, che ha definito la partecipazione a Sanremo come il momento più alto della sua carriera, ha dedicato parole di grande affetto al nostro Paese. Nella serata che ha visto Roberto Benigni portare all’Ariston uno dei più discussi testi biblici, ossia il Cantico dei Cantici, la bionda albanese, dopo aver sceso le scale del teatro con indosso un sensuale abito rosso, poco prima dell’ufficializzazione dei dati sulla classifica ha iniziato a parlare di un Paese dove una volta ascoltare la musica di Baglioni e Celentano voleva dire diventare “nemici del popolo”.

Alketa-Vejsiu

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Ha sottolineato che oggi sembra assurdo, ma che era davvero così. Vivere in Albania ai tempi della dittatura voleva infatti dire essere guardate male se bionde per via della somiglianza con Raffaella Carrà, ma anche imparare l’italiano “ascoltando minuto per minuto le trasmissioni RAI”.

Un Paese dove “Sanremo è sempre stato Sanremo”. La conduttrice ha sottolineato che, ai tempi della dittatura, il Festival veniva guardato con le porte e le finestre chiuse. Dopo questa parentesi, è arrivato uno struggente ringraziamento all’Italia partito con il riferimento ai movimenti migratori, ma anche all’arte italiana e alla vittoria a Sanremo di Ermal Meta che, nel 2018, ha “risollevato lo spirito e l’orgoglio degli albanesi”.

La citazione di Bobby Solo

Nel suo monologo sul palco dell’Ariston, Alketa ha citato anche il brano Una Lacrima Sul Viso di Bobby Solo, sottolineando che suo padre la cantava sempre e che lei era solita chiedergli di cosa parlasse il testo. Cosa rispondeva lui? Che la lacrima “che arriva da un cuore spezzato, cresce e diventa un mare”. Detto questo, dopo aver definito l’Italia “un faro di salvezza”, ha chiesto un microfono e, per concludere il suo monologo, ha intonato il celebre brano, datato 1969.