Allegra Gucci rompe il silenzio sull’omicidio del padre Maurizio

Cos’ha detto a Verissimo

Allegra Gucci.
Allegra Gucci.

“Il 27 marzo di ogni anno provo il vuoto. Quel dolore sarà sempre parte di me”.

Così Allegra Gucci – ospite domani, sabato 2 aprile, a Verissimo – rompe il silenzio e racconta per la prima volta in Tv la verità sull’omicidio di suo padre, Maurizio Gucci, avvenuto 27 anni fa: “Speravo, dopo tanto tempo, di avere il diritto all’oblio, di vivere una vita in pace. Ma, purtroppo, mi sono resa conto che il passato è sempre presente, soprattutto dopo l’uscita del film ‘House of Gucci’ che ha fatto scattare in me il bisogno di dire come sono andate realmente le cose”.

E a proposito della pellicola hollywoodiana aggiunge: “l film è stata un’occasione persa. Sarebbe stato più potente raccontare la verità, invece di fare una caricatura. Per questo ho scritto un libro (dal titolo ‘Fine dei giochi’, n.d.r.), perché non voglio più sentire le bugie sulla mia famiglia. Ho voluto lasciare questa testimonianza ai miei figli perché questa è la verità assoluta”.

Allegra Gucci.

Allegra Gucci ricorda il rapporto avuto con sua mamma, Patrizia Reggiani, prima della morte di suo padre: “Ha amato me e mia sorella a modo suo. Era un personaggio, era un po’ particolare ma era comunque una mamma”. E sul padre, confida: “Era un papà dolce e giocoso. Aveva un bellissimo sorriso ed era bello stare con lui”.

A Silvia Toffanin che le chiede di raccontare cosa stesse facendo e cosa abbia provato quel maledetto giorno dell’omicidio, Allegra Gucci racconta: “Avevo 14 anni e non ero andata a scuola perché stavo poco bene. Mia mamma entrò in camera per dirmi che papà era morto. In quel momento è stato come entrare in una bolla, il mondo fuori continuava a muoversi ma il mio si era fermato”.

E sulle persone che orbitavano intorno alla sua famiglia e che sono sparite, racconta: “Dopo l’arresto di mia madre non c’è più stato nessuno. Gli amici di famiglia, quelli con cui ero cresciuta, non c’erano più”.

Allegra Gucci racconta di come il sentimento verso sua madre sia cambiato dopo la condanna per essere stata la mandante dell’omicidio di suo padre: “All’epoca ero fermamente convinta della sua innocenza. Io e mia sorella andavamo ogni settimana a trovarla in carcere, era la nostra missione. Oggi penso che mia mamma si sia fatta travolgere dall’oscurità che aveva vicino, come una falena al contrario”.

E sui motivi che secondo lei l’hanno portata a compiere quel terribile gesto, ammette: “Nel 1992 a mia mamma è stato asportato un tumore al cervello e io sono certa che quell’operazione sia stata l’inizio di una sua degenerazione”.

Ora, dopo aver scontato la pena, madre e figlia stanno cercando di ritrovarsi: “Stiamo ricostruendo un rapporto e io sto provando a riportarla verso la luce anche se è ancora fredda nel dimostrare i suoi sentimenti. Mi sento una persona migliore di quella che è stata lei”. E, sul fatto se l’abbia perdonata, conclude: “Penso che il perdono vada chiesto e lei non l’ha ancora fatto”.

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