Alto Adige e Friuli Venezia Giulia non aspettano: da domani importanti novità

Dinamiche diverse, ma l’intenzione di non creare strappi con il Governo nazionale.

Alto Adige e Friuli Venezia Giulia non aspettano: la fase 3 si avvicina, almeno al Nord. «Lunedì ripartiamo, ma non proprio con tutto. Abbiamo fatto una proposta molto responsabile: abbiamo detto, partiamo lunedì con il commercio al dettaglio e dal 18 con le attività mancanti»: queste le parole di Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia.

Massimiliano Fedriga
Massimiliano Fedriga

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E ancora: «Ricordo che il commercio al dettaglio è già aperto, le regole che il Governo ha giustamente messo per i negozi di abbigliamento per bambini e per le librerie possono valere anche per gli altri, così permettiamo lunedì di ripartire a quegli imprenditori che sono pronti a garantire la sicurezza».

Inoltre, il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato in seduta notturna – con 28 sì, un no e sei astensioni – la legge che riduce i tempi in Alto Adige. Domani potranno aprire i negozi, ma parrucchieri, ristoranti, bar e musei dovranno aspettare sino a lunedì 11 maggio.

«Dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure, abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo: ha dichiarato il presidente Arno Kompatscher.

Arno Kompatscher
Arno Kompatscher

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Ci tiene però a fare una precisazione: «Nessuno strappo con Roma, erano informati. Abbiamo inviato il testo delle legge con la richiesta di eventuali suggerimenti. La nostra è una ripresa in sicurezza che coinvolge tutti i cittadini per una responsabilità comune».

Alto Adige e Friuli Venezia Giulia non aspettano. Dal 25 maggio ripartono le strutture ricettive e gli impianti a fune, i servizi di assistenza all’infanzia lo faranno il 18 maggio con gruppi ridotti. La legge prevede al massimo quattro bambini per gruppo negli asili, e sei nelle elementari (per mezza giornata senza la mensa).

Le scuole superiori daranno consulenza didattica a chi dovrà affrontare gli esami di maturità, ma le classi non potranno superare i sei studenti e si dovrà rispettare il distanziamento sociale di due metri.

Verrà istituita anche una commissione di esperti che terrà sotto controllo la curva del contagio e sarà pronta a intervenire in caso di necessità. Restano in vigore le normative nazionali per gli spostamenti da regione a regione, per le lezioni scolastiche e universitarie e le manifestazioni sportive.

Gli movimenti, all’interno del territorio provinciale e in quello trentino, sono liberi. Qualora Svizzera e Austria dessero il via libera, sarà possibile varcare i confini nazionali. Si aspettano però le decisioni dei rispettivi ministeri degli Affari Esteri.

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