Alvaro Vitali confessa: “Sopravvivo con mille euro al mese”

Il grande pubblico lo ricorda soprattutto nei panni del discolo Pierino, mattatore indiscusso della commedia sexy all’italiana degli anni Settanta e Ottanta. Ma Alvaro Vitali ha fatto anche altro. Il suo debutto sul grande schermo è avvenuto con una particina in un film di Fellini (‘Fellini Satyricon’ del 1969). Nel suo curriculum l’attore può vantare anche pellicole firmate da Roman Polanski, Dino Risi e Mario Monicelli.

Nonostante una lunga e prolifica carriera, oggi l’attore non se la passa proprio bene. Lo ha confessato alla rivista ‘DiPiù’.

Il mio telefono smise di squillare nel 1983 – ha raccontato a cuore aperto – esattamente dopo che avevo girato uno dei miei maggiori successi, il film ‘Paulo Roberto Cotechino centravanti di sfondamento’. Quando il mondo del cinema ha smesso improvvisante di chiamarmi, ricordo che andavo spesso ad alzare la cornetta per vedere se il telefono funzionava”.

Quando entrai nel cono d’ ombra della mia carriera – ha ricordato l’attore – non mi bastò essere stato l’attore portafortuna di Fellini. Non mi bastò nemmeno avere fatto ridere milioni di italiani nei panni di Pierino. All’improvviso mi ritrovai fermo, senza nulla da fare. Stare con le mani in mano e senza un copione da leggere, senza una proposta da valutare, mi esasperò … Andai di persona dal mio agente: gli chiesi di spronare i registi, i produttori, gli dissi che mi sarei reso disponibile a fare-anche piccoli ruoli Ma non servì a nulla. Non c’era più nulla per me e io non riuscivo a farmene una ragione. Tornai a casa, chiusi la porta dietro le mie spalle: per due anni non uscii e non volli vedere nessuno”.

[button-red url=”https://www.cronacasocial.com/alvaro-vitali-torna-al-cinema-con-un-thriller/” target=”_blank” position=”center”]Alvaro Vitali torna al cinema con un thriller[/button-red]

Oggi, per sua stessa ammissione, vive con una pensione di poco più di mille euro: “Dovrei prendere di più – ha precisato – perché ho girato oltre centocinquanta film, ma di almeno trenta non mi hanno mai versato i contributi. Non fa niente, va bene così. Mi bastano per sopravvivere”.