Anche la Codacons dice no al 5G, ecco perché

L’Associazione chiede di aspettare i risultati relativi ai rischi per la salute umana.

Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) dice no alla rete 5G. O meglio, invita i Sindaci dei Comuni italiani a mettere in stand-by l’installazione di nuovi apparati per l’utilizzo delle reti di quinta generazione fino a quando l’AIRC (Associazione per la Ricerca sul Cancro) non si sarà espressa in merito ai rischi per la salute umana.

È stato anche presentato un esposto a 104 procure della Repubblica per aprire indagini sui rischi per la salute connessi al 5G.

Allo stato attuale – ha detto Carlo Rienzi, presidente dal Codacons – le evidenze scientifiche non sono in grado di assicurare con assoluta certezza l’assenza di rischi suo fronte sanitario per i cittadini. In tali situazioni si applica quindi il principio di precauzione che pone come interesse primario la tutela della popolazione, anche perché i sindaci sarebbero i primi soggetti chiamati a rispondere di eventuali danni prodotti da strutture tecnologiche autorizzate dalle amministrazioni”.

La decisione da parte del Codacons è maturata nel momento in cui alcuni comuni italiani hanno dato la disponibilità alla sperimentazione, mentre quello di Scanzano Jonico ne ha vietata “la sperimentazione e/o l’installazione”.

Il Codacons ha inoltre, deciso che i Sindaci che accoglieranno l’appello verranno “premiati con il riconoscimento ‘Amico del consumatore’, che viene assegnato dal Codacons alle personalità del mondo civile, politico, imprenditoriale e dello spettacolo che più si sono distinte nel campo della difesa degli utenti“.