Arriva in Tv la storia di Enrico Piaggio, il papà della mitica Vespa

Ad interpretare il ruolo del protagonista è Alessio Boni, reduce dal successo della seconda stagione de ‘La strada di casa’.

Da Fausto Morra ad Enrico Piaggio è un attimo. Finita la seconda stagione de ‘La strada di casa’ il presto-papà Alessio Boni (a marzo la fidanzata Nina Verdelli darà alla luce il loro primogenito) si cimenta nel ruolo del papà della Vespa.

Martedì 12 novembre, infatti, alle 21.20 Rai Uno trasmetterà la fiction ‘Enrico Piaggio – Un sogno italiano’ per la regia di Umberto Marino. Accanto a lui vedremo Violante Placido, Francesco Pannofino, Enrica Pintore, Beatrice Grannò, Moisé Curia e Roberto Ciufoli. Ecco la trama.

Pontedera 1945, la fabbrica di Enrico Piaggio è in crisi. Per evitare che tante famiglie restino senza lavoro Piaggio ha una idea per rilanciare l’azienda: costruire un mezzo di trasporto dalle dimensioni ridotte, agile nel traffico e dal costo economico, ovvero la Vespa. Ma saranno in tanti a mettergli i bastoni fra le ruote.

Enrico Piaggio

Lo adoro, io sono un ‘vespista’. Anche noi, come Piaggio, potremmo avere delle idee che potrebbero cambiare le sorti della nostra Italia” ha detto Alessio Boni alla conferenza stampa di presentazione.

Era un autentico visionario – ha evidenziato – un pioniere. Comprende che la gente, siamo nel 1945, ha bisogno di muoversi, si inventa la Vespa pensando per prima alle donne e ai preti che hanno l’abito talare. Poi si inventa le rate per il pagamento. Quindi convince i produttori e il regista di Vacanze Romane con protagonisti Gregory Peck e Audrey Hepburn e che secondo i piani avrebbero dovuto spostarsi per Roma su un calessino ad utilizzare la sua Vespa. E fu subito successo in America e nel mondo“.

“Il marchio Piaggio – ha concluso Boni – è ancora tutto italiano. Dovremmo essere molto più orgogliosi del nostro artigianato e difenderlo. Davanti al denaro, purtroppo, tutti si inchinano. Dovremmo pensare più al noi e meno all’io. L’uomo è un animale sociale, ha bisogno dell’altro. Insieme, si creano energie potenti. Ora si nascondono tutti dietro a un computer. Cosa sarei io senza Ciufoli, Pannofino, la Pintore, gli sceneggiatori, il regista? Non sarei niente, questo progetto non esisterebbe… Sembra una battuta ma non lo è“.

La fiction è prodotta da Rai Fiction e Movieheart.