Ascoltare musica natalizia fa male. Ecco perché

Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock…”, “All I want for Christmas is youuuuuu…”, “Last Christmas, I gave you my heart…”, “I’m dreaming for a white Christmas”…

O le ami o le odi. Solitamente alla prima categoria appartengono i bambini e i cantanti che decidono di farci un album intero magari in costoso cofanetto deluxe con neve e brillantini compresi nel prezzo.

Ad odiarle è la maggior parte degli adulti. E’ perché per circa due mesi (da novembre fino ad anno nuovo cominciato) è come se il resto della musica andasse in letargo. Non si sente altro: per la strada mentre si corre al lavoro, nei centri commerciali durante lo shopping, nei bar mentre si conversa davanti ad un aperitivo.

E alla fine, ascolta e riascolta, diventi una sorta di novello Ebenezer Scrooge delle canzoni natalizie. È scientificamente provato. Lo sostiene Victoria Williamson, ricercatrice della “Goldsmith University of London” che applica alla musica il concetto di “effetto di mera esposizione”.

Secondo questo principio di psicologia, “l’esposizione ripetuta a un oggetto dà come risultato una maggiore attrazione nei suoi confronti”. Ma se la frequenza di esposizione è elevata non c’è più interesse. In poche parole, ascoltare troppe volte una canzone natalizia ce la rende insopportabile. E’ fisiologico.

Ma non è tutto. Pare che sentire ripetutamente le musiche natalizie impedisca la concentrazione. Perché “si consumano tutte le energie per provare a non ascoltare quello che a tutti gli effetti si sta ascoltando”. No, non è uno scioglilingua. E’ quanto ha dichiarato a “Sky News” la dottoressa Linda Blair, psicologa clinica e giornalista del “Telegraph” che nulla ha a che fare con la celebre protagonista del film horror “L’Esorcista”.

Anche se, dopo la centesima volta che mandano in filodiffusione “Rocking around the Christmas tree at the Christmas party hop…” ci vorrebbe un buon esorcista perché sei (giustamente) fuori dalla grazia di Dio.