Astrazeneca, cosa si rischia con la seconda dose del vaccino?

Cos’ha detto il microbiologo Andrea Crisanti

Andrea Crisanti, microbiologo
Andrea Crisanti, microbiologo

«Se una persona non ha avuto problemi con la prima dose di Astrazeneca, non corre il rischio di avere problemi con la seconda dose». Lo ha detto a Radio Anch’io su Rai Radio 1 Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova.

«Astrazeneca è un vaccino efficace e sicuro – ha aggiunto Crisanti – l’unico problema che c’è stato è di comunicazione. La verità è che un vaccino approvato in emergenza è soggetto a un processo di evoluzione, quindi via via che si accumulano dati cambia l’indicazione».

Crisanti ha sottolineato che «la presenza di effetti collaterali gravi è di uno su due milioni e mezzo ma nel caso della seconda dose non c’è alcun problema. Se uno non ha avuto problemi con la prima dose non li avrà con la seconda».

L’esperto ha poi detto: «Abbiamo rinunciato a creare una infrastruttura in grado di fare tamponi molecolari e non abbiamo rafforzato gli strumenti informatici. Gli antigenici ormai rappresentano circa il 60% dei tamponi, ma purtroppo non sono adatti allo scopo perché hanno una sensibilità bassa e non prendono diverse varianti. Da questo punto di vista stiamo affrontando una pandemia con delle pistole ad acqua. I tamponi che usiamo in questo momento non identificano alcune varianti e il loro uso prolungato e sbagliato ne favorisce la diffusione».

Infine, per Crisanti la Gran Bretagna sta vedendo la via d’uscita dal tunnel perché «gli inglesi hanno una grande capacità di adattamento pragmatica e non ideologica, e poi l’opposizione politica di fronte alle crisi si allinea sempre con il governo ed evita posizioni demagogiche». «Tutto questo si è tradotto con la scelta di fare quattro mesi e mezzo di lockdown e una mobilitazione di popolo senza precedenti. Si immagina a fare in tutta Italia una zona rossa rafforzata per lo stesso periodo di tempo senza che nessuno protesti?».

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