Avvelenamento da tallio, tracce del veleno in una tisana

Non sono stati i piccioni. Il tallio che ha ucciso tre persone in Brianza e mandato altre cinque in ospedale sarebbe stato rinvenuto all’interno di una miscela per preparare tisane.

La miscela è stata rinvenuta a casa dei coniugi Alessio Palma e Maria Lina Pedon (consuoceri di due delle vittime) in un contenitore privo di indicazioni relative a marca e provenienza. Non si tratterebbe, quindi, di una miscela industriale reperibile nei supermercati. Ad analizzarla e a scoprire che conteneva una di tallio superiore alla soglia minima di sicurezza sono stati i tecnici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta.

Resta da capire la provenienza del composto che sarebbe stato la causa dell’avvelenamento di ben otto persone.

Il caso scoppiò agli inizi del mese di ottobre quando nell’ospedale di Desio (Monza e Brianza) morirono improvvisamente per avvelenamento da tallio Giovanni Battista Del Zotto, la moglie Maria Gioia Pittana e la figlia Patrizia.

Subito dopo finirono in ospedale con gli stessi sintomi anche l’altra figlia Laura, Enrico Ronchi il marito di Patrizia e la badante Serafina Pogliani. A ruota seguirono i coniugi Palma-Pedon.

Il dubbio che fossero stati i piccioni si è insinuato quando sono finiti in ospedale i coniugi Palma-Pedon che, contrariamente agli altri, ad agosto non avevano trascorso le vacanze nella casa di Varmo dove c’era la piccionaia incriminata.