Balena morta in Sardegna: aveva quasi 20 chili di plastica nello stomaco ed era incinta

La scorsa settimana un capodoglio morto si è riversato sulle rive di Porto Cervo, in Sardegna. Dentro la sua pancia sono stati rinvenuti quasi 20 chili di plastica.

Non è certa la causa del decesso dell’animale ma il contenuto del suo stomaco comprendeva un tubo corrugato, piatti di plastica, borse per la spesaa, lenze aggrovigliate, un contenitore di detergente con il codice a barra ancora leggibile. La balena aveva in grembo anche un feto.

Era incinta e ha abortito prima di andare in spiaggia“, ha detto alla CNN Luca Bittau, presidente del gruppo SeaMe. “Il feto era in uno stato avanzato di decomposizione“, ha aggiunto.

Quella sarda è una delle cinque balene morte a causa della plastica in tutto il mondo negli ultimi due anni, secondo il WWF. Il mese scorso uno scenario simile si è presentato nelle Filippine, quando all’interno dello stomaco di una balena sono stati trovati 88 chili di plastica. Quell’animale aveva così tanta plastica nel suo sistema digestivo da non potere ottenere nutrimento dal cibo ed è morto di fame e di sete dopo aver vomitato sangue.

Luca Bittau ha detto alla CNN che i veterinari di Padova eseguiranno “esami istologici e tossicologici” sulla carcassa per determinare l’esatta causa della morte ma è probabilmente legata alla plastica.

In media, 8 milioni di tonnellate di plastica si riversano nei mari ogni anno, anche se l’ammontare massimo potrebbe essere più vicino ai 12,7 milioni di tonnellate.

Di recente il Parlamento europeo ha approvato una legge che vieta le cannucce monouso, i batuffoli di cotone e le posate di plastiche entro il 2021. Politiche che, però, sono arrivate troppo tardi per il capodoglio morto in Sardegna e per il suo piccolo non nato…