Bambini alle sbarre: sono 60 quelli detenuti nelle carceri italiane

Le loro vite sono già segnate. Nelle carceri italiane ci sono 60 bambini detenuti. Hanno da pochi mesi a sei anni e vivono dietro le sbarre. Condividono la reclusione delle madri, anche se il regime carcerario a cui sono sottoposti è attenuato rispetto al resto della popolazione carceraria. Non hanno fatto niente, eccetto nascere al momento sbagliato, in prossimità di un arresto o una condanna.

La scioccante inchiesta è stata realizzata dal Corriere.it

L’istituto penitenziario che reclude il maggior numero di bambini si trova attualmente a Roma ed è il Rebibbia femminile “Germana Stefanini”, una delle strutture più attrezzate dove vivono circa quindici bambini, quasi tutti sotto i tre anni di età. Ma erano 21 prima della sentenza Torreggiani (la decisione con la quale la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo stabilì che “il prigioniero sia detenuto in condizioni compatibili con il rispetto della dignità umana”), quasi tutti di origine rom.

L’ingresso in carcere dei bambini è una scelta della donna. Che però, quasi sempre, non ha una vera opzione. Spesso il marito è in carcere o non ci sono altri parenti a cui affidare il bimbo. Il numero dei bambini nei penitenziari è più o meno sempre costante negli anni. I bambini crescono con i ritmi carcerari, tra divise e chiavistelli. Un’eccezione sono considerati gli Icam, Istituti a custodia attenuata per madri detenute (il progetto pilota partì a Milano) che si distinguono unicamente per il fatto che ci sono ambienti più familiari, i poliziotti non indossano la divisa ma abiti civili e c’è una maggiore presenza di educatori.

Restano le sbarre alle finestre, le porte blindate, la videosorveglianza e il controllo degli operatori. Quella di portare i figli in carcere è una possibilità prevista dalla legge 354 del 1975, che la concede alle madri di bambini da 0 a tre anni. L’obiettivo primario è quello di evitare il distacco o, per lo meno, di ritardarlo. L’istituto penitenziario che reclude il maggior numero di bambini si trova attualmente a Roma ed è il Rebibbia femminile “Germana Stefanini”, una delle strutture più attrezzate dove vivono circa quindici bambini, quasi tutti sotto i tre anni di età. Ma erano 21 prima della sentenza Torreggiani (la decisione con la quale la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo stabilì che «il prigioniero sia detenuto in condizioni compatibili con il rispetto della dignità umana»), quasi tutti di origine rom.