Bambino sequestrato in casa dai genitori: si salva grazie ad un vecchio cellulare.

È accaduto in provincia di Sassari.

È stata ribattezzata ‘la casa degli orrori’. E come dare torto a chi ha preso in prestito gli incubi peggiori del cinema horror per trasferirli nella realtà. Sì, perché sfortunatamente non si tratta di Hollywood e non ci sono macchine da presa e attori.

Qui c’è una bella villetta nella zona residenziale di Arzachena, a due passi dalla Costa Smeralda. C’è una famiglia di professionisti stimati, educati, perbene e benestanti. E c’è un bambino di 11 anni. Lui vive recluso nella sua cameretta dove non c’è un letto dove dormire, ma solo un secchio dove fare i propri bisogni. Una cameretta con finestre e porta sigillate.

Non è un film e nemmeno un romanzo perché alla centrale operativa dei Carabinieri di Olbia, alle 21 arriva davvero la telefonata di questo bambino: “Scusate se vi disturbo, io sto solo cercando di chiamare mia zia. Ho bisogno di parlare con lei ma adesso sono chiuso in camera e questo cellulare non ha la scheda, dunque non posso chiamarla”.

Grazie a quel vecchio cellulare dimenticato e che senza sim può però effettuare le chiamate di emergenza, i militari arrivano in quella villetta nella zona residenziale di Arzachena. E liberano il bambino che racconta loro la sua storia.

I suoi quella sera sono andati ad una festa a Porto Rotondo e per questo lui non poteva uscire dalla sua cameretta. Lui vive così da tanto tempo ma tutto sommato – dice – sta bene. Anche se i genitori a volte lo picchiano con un tubo di plastica che nascondono sotto il divano del salotto. Ha segnato tutte le volte che lo hanno fatto sul suo diario. I Carabinieri possono prenderlo.

E prendono anche lui, per portarlo via da quell’orrore e affidarlo ad una comunità dove – si spera – possa finalmente tornare ad essere felice. I suoi genitori, invece, sono dietro le sbarre. L’accusa è di maltrattamenti in famiglia e di sequestro di persona.

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