Bar, vietato consumo al banco anche in zona gialla

La protesta delle associazioni.

Il decreto riaperture ha «un nome fuorviante, visto che il provvedimento, per i bar, si traduce in realtà in un inasprimento delle restrizioni».

Lo ha affermato la Fiepet Confesercenti, secondo cui «di fatto, da lunedì, per le imprese senza posti all’esterno sarà di nuovo zona arancione anche in zona gialla, visto che si impone il divieto di consumo all’interno dei locali, nemmeno in piedi al banco, fino a giugno».

«Una norma da rivedere ed incomprensibile – afferma Giancarlo Banchieri, presidente nazionale delle imprese della somministrazione – oltretutto specificata con grave ritardo da una circolare del Ministero degli interni resa pubblica ad appena due giorni dalla supposta ripartenza».

«Ci sentiamo presi in giro – prosegue – ci è stato detto che si riapriva prima, ma la realtà è ben diversa. E se prima per i bar si profilava, dopo il 30 aprile, la possibilità di tornare a lavorare almeno in zona gialla, permettendo ai clienti di consumare all’interno dei locali, ora con il decreto riaperture, paradossalmente, si resterà chiusi un altro mese».

E Andrea Rotondo, presidente di Confartigianato Roma, ha detto: «È inaccettabile che nel decreto Riaperture non sia prevista la consumazione al Banco per le attività di ristorazione artigiana, così come per i bar. C’è stata e resta una mancanza di chiarezza in materia, affidata solo a una precisazione di una circolare del Gabinetto del Ministro dell’Interno, ma soprattutto l’ulteriore danno arrecato all’intero settore, che per il mese di maggio ammonterà su Roma a 13 milioni di euro. Sfugge il motivo per cui il ritorno in zona gialla non preveda il ritorno alle norme precedentemente previste per tale ‘colorazione’, con la possibilità di consumo al bancone e sul posto, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria alle quali le imprese si sono diligentemente adeguate e hanno investito da tempo».

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