Barbie ha la vitiligine: la bambola più famosa del mondo è sempre più inclusiva

La linea Fashionistas di Mattel ha integrato la sua già ricca proposta con una bambola con la vitiligine.

barbie vitiligine

barbie vitiligine

Siamo nell’era del Body Positivism e Barbie, la bambola più famosa del mondo, è sempre più tendente a omaggiare l’inclusività. A dimostarlo ci pensa il lancio delle nuove Barbie della linea Fashionistas, caratterizzata dalla presenza di bambole che celebrano le imperfezioni e l’unicità del corpo umano.

Barbie ha la protesi e la vitiligine

Bando ai corpi patinati che caratterizzavano il mondo delle bambole Mattel fino a qualche decennio fa. Oggi il mood è orientato verso la valorizzazione dell’unicità e delle imperfezioni del corpo. Nella linea sopra ricordata, Barbie ha infatti la vitiligine, ma anche la testa rasata. Questa linea, lanciata per la prima volta nel 2015, conta oggi 170 bambole tra Barbie e Ken.

La ragazza che, nel 1959, ha introdotto nella nostra vita una narrazione ludica caratterizzata da gioia e perfezione, oggi non ha paura di mostrarsi reale e, per esempio, è arrivata sugli scaffali dei negozi di giocattoli in sedia a rotelle (questa bambola è stata la più venduta della linea nel 2019).

Corpi più realistici

In oltre 60 di storia, Barbie è stata più volte al centro delle polemiche. Per lungo tempo, la bambola della Mattel è stata infatti accusata di rappresentare un esempio di femminilità troppo stereotipato e lontano dalla realtà. Le cose hanno iniziato a cambiare nel 1980, con l’immissione in commercio della prima Barbie di colore.

Oggi, come già detto, l’inclusività domina. La Mattel è fortemente impegnata nel proporre bambole in cui le bambine possano identificarsi. A dimostrazione di questo approccio è possibile citare anche la collaborazione con l’attivista adolescente disabile Jordan Reeves, che ha lavorato con i creativi dell’azienda per dare vita a una Barbie senza l’avambraccio sinistro.

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare delle proposte di questa linea. Farlo significa, per esempio, ricordare le Barbie – tra le ultime arrivate – con un punto vita poco definito e i capelli crespi. L’inclusività che contraddistingue il nuovo corso della Mattel non guarda solo al Body Positivism, ma anche all’apertura culturale e religiosa. Nel 2017, infatti, è non a caso arrivata sugli scaffali la prima Barbie con il hijab.

Come precedentemente ricordato è stata dedicata attenzione pure a Ken, che porta i capelli lunghi e fluenti o, per la prima volta da decenni, li ha rossi.