Benedicta Boccoli: “Il mio cane mi ha salvata dal tumore”

Alla rivista ‘Diva e Donna’, l’attrice ha raccontato di aver scoperto di avere un tumore al seno grazie al suo cane.

Benedicta Boccoli

Quando si dice che il cane è il miglior amico dell’uomo. E in questo caso lo è a tal punto da salvare la vita al proprio padrone. È successo a Benedicta Boccoli.

L’attrice e showgirl diventata famosa insieme alla sorella Brigitta grazie alla ‘Domenica in’ targata Gianni Boncompagni, ha raccontato la sua storia in una intervista a ‘Diva e Donna’: l’anno scorso ha scoperto di avere un tumore al seno grazie al suo cane Nina.

Un giorno il cane Nina – ha detto – inizia a saltarmi addosso e in maniera strana, puntava sempre al lato sinistro del mio corpo. Ci scherzo, lo sposto, forse lo rimprovero. Niente. Continua”.
Dopo poco mi distraggo, ricomincia – ha continuato a raccontare la Boccoli – e con maggiore decisione, fino a colpire il seno. Sento la botta e urlo di dolore. Passano alcuni giorni ma l’ematoma non si riassorbe, quindi decido di andare da un medico. Visita. Mammografia. Ecografia. Il suo sguardo diventa sentenza: ‘Benny, secondo me sotto al livido c’è un tumore’. Aveva ragione”.

Il tumore era maligno, ma è stato diagnosticato in tempo e, come ha rivelato la stessa Benedicta, è guarita ed è riuscita a salvare il seno.

Con questa storia, siamo in presenza di un nuovo caso in cui un cane ‘fiuta’ un tumore che sta aggredendo il proprio padrone. Ma è davvero così o si tratta di semplici coincidenze?

Ecco si legge sul portale dell’AIRC (Fondazione per la ricerca sul cancro).

È noto che il metabolismo dei tessuti tumorali è diverso da quello dei tessuti sani e che alcune sostanze prodotte dalle cellule sono molecole volatili odorose che possono essere intercettate dal sistema olfattivo degli animali con una certa precisione. Il naso degli animali, e di certe razze di cani in particolare, è fornito infatti di un gran numero di recettori olfattivi specializzati (circa 220 milioni di recettori contro i 5 milioni di un naso umano)”.

Ciò non significa che (i cani, ndr) possano essere davvero utili come strumento diagnostico. Qualsiasi test per la diagnosi di cancro deve infatti essere affidabile (nel tempo deve dare sempre risultati coerenti), specifico (gli errori devono essere minimi) e pratico (altrettanto semplice ed economico di un analogo test convenzionale). Gli studi disponibili mostrano che i test con i cani sono meno accurati. Il fatto che i cani in generale non siano un buon strumento diagnostico da utilizzare in ambulatori e ospedali non significa che si debba sottostimare i segnali inviati da un singolo animale nei confronti del proprio padrone. Se questo accade vale la pena di farsi controllare da un medico, che per la diagnosi utilizzerà test diagnostici validati e controllati”.

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