“Berlusconi muori”, bufera per post di consigliere del M5S

Silvio Berlusconi

È bufera per un post pubblicato su Facebook da Rajinder Singh, 38 anni, consigliere comunale e capogruppo del Movimento Cinque Stelle a Campagnola Emilia, comune di 5.600 abitanti.

Berlusca, se vuoi risolvere tu la situazione in Siria, muori è l’unico modo“.

Parole pesantissime che hanno scatenato la reazione di molti esponenti di Forza Italia, come Marco Stella, vicepresidente del Consiglio Regionale della Toscana: “Ormai si è passato il segno! Gli auguri di morte al presidente Berlusconi […] sono di una gravità inaudita e rappresentano un ulteriore passo verso l’imbarbarimento della politica in Italia“.

E ancora: “Purtroppo il M5S ci ha abituato da tempo all’uso dell’insulto e dell’offesa come arma politica, mostrando scarso rispetto per le istituzioni e per le persone. Per loro gli avversari politici sono nemici da abbattere. Ora siamo arrivati addirittura agli auguri di morti. L’auspicio è che il consigliere Singh si dimetta o che il Movimento Cinque Stelle lo espella dal partita“.

Il diretto interessato, contattato dalla Gazzetta di Reggio, ha replicato così alle critiche subite: “Quelli che mi accusano sono falsi! Hanno tagliato il post. Sotto c’era un mio commento che spiegava che il post era copiato da un’altra persona. Ma quando ho visto che le chiamate sul mio cellulare continuavano l’ho cancellato”.

Ammesso che il post non fosse suo, resta il fatto che lo ha condiviso con quel contenuto e di certo non è un’azione che si fa in maniera automatica.

Tra l’altro, stando a quanto riferito da Giulio Casoni, ex consigliere comunale di Forza Italia a Campagnola Emilia, fino a domenica sera “dopo le 23 non c’era alcun commento e anche dopo che gli ho fatto notare la gravità di quanto detto non si è mai scusato“.

Il consigliere del M5S, comunque, ha rigettato ogni ipotesi di dimissioni: “Prima cosa, la bacheca Facebook di Rajinder Singh Jimmy è personale. Non c’entra nulla con il consigliere comunale. Il mio profilo è pubblico ma è personale. Quindi si sta sollevando un polverone per nulla. Figuriamoci chiedere le mie dimissioni“.