Berlusconi ricoverato per Covid-19, l’ex premier aveva “una carica virale alta”

Le parole di Massimo Clementi, virologo del San Raffaele di Milano, intervistato dal Corriere della Sera

Silvio Berlusconi

Il professor Alberto Zangrillo, parlando delle condizioni di salute di Silvio Berlusconi, ricoverato al San Raffaele di Milano per una polmonite da Covid-19, ha affermato: «Decorso regolare con paziente tranquillo», spiegando che la «fase è delicata» ma «manifesto un cauto ottimismo che ribadisco». Il leader di Forza Italia «sta reagendo in modo ottimale alle cure, il che non vuol dire cantare vittoria dato che appartiene alla categoria definita più fragile».

Intervistato dal Corriere della Sera, Massimo Clementi, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia del San Raffaele, ha affermato che l’ex premier «era costantemente monitorato ed eseguiva tamponi regolarmente. Dopo tanti esami negativi, l’ultimo, la settimana scorsa, si è rivelato positivo e con una carica virale alta».

L’alta carica virale, ha sottolineato, «è stato un elemento che ne ha suggerito il ricovero e l’uso di antivirali». «So che l’onorevole Berlusconi non è sottoposto a ossigenoterapia e non lo è mai stato – ha spiegato Clementi – Ora sta seguendo una terapia con antivirali».

Nel dettaglio, l’ex premier viene curato con «il Remdesivir, l’unico farmaco anti-virale finora autorizzato dagli enti regolatori per la cura di infezioni da virus Sars-Cov-2».

Al San Raffaele, ha concluso Clementi, «stiamo eseguendo tamponi per vedere se, grazie alle terapie, la carica virale diminuisce. Ma occorre almeno una settimana (meglio dieci giorni di tempo) per valutare l’evoluzione».

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