Il bidet, croce e delizia degli Italiani nel mondo: conoscete la sua storia?

Il bidet, questo sconosciuto. Sono tanti, infatti, i Paesi che non lo prevedono nel proprio bagno, e questo per gli Italiani all’estero è un bel problema.

Insieme a Spagnoli, Portoghesi, Argentini e Giapponesi, gli Italiani sono il popolo che proprio non riesce a farne a meno. È una questione di igiene.

Per il resto del mondo, questo sanitario è superfluo. Anzi, in molti Paesi continuano addirittura a chiedersi cosa sia e perché per noi Italiani sia di vitale importanza.

La cosa assai curiosa è che ad inventarlo sono stai i Francesi nel Settecento. E sì, proprio loro che come gli Americani non ne vogliono proprio sapere di usarlo.

Il primo, a forma di chitarra e inventato da Christophe Des Rosiers nel 1710, finì nella casa del Primo Ministro francese per far felice la moglie.

‘La Toilette intime o la Rose effeuillée’ di Louis Léopold Boilly, 1741

In Italia arrivò grazie alla regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena che lo volle nel suo bagno della Reggia di Caserta. Inglesi e Americani, invece, lo hanno sempre guardato con sospetto. Questi ultimi lo ‘scoprirono’ durante la Seconda Guerra Mondiale frequentando i bordelli europei dove veniva usato dalle prostitute ‘a fine lavoro’. Forse per questo non l’hanno mai voluto.

Bidet della regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena

Noi Italiani, invece, non riusciamo a farne a meno ed entriamo in crisi quando non ne troviamo uno. Però noi siamo quelli che hanno fatto dell’arte di arrangiarsi una vera e proprio filosofia di vita. E, quindi, dopo un primo attimo di smarrimento, ce la facciamo ad uscire ‘vincitori’ anche in questa situazione. Bastano delle salviettine intime imbevute o anche una doccia.

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