Bimbo porta a letto il suo pesce rosso e, senza volerlo, lo uccide / FOTO

Un bambino ha ucciso tragicamente il suo pesce rosso dopo averlo amato troppo.

Everett Hamlin prima di andare a letto, ha preso Nemo dalla sua vasca e lo ha portato con sè, non sapendo che così facendo lo avrebbe ucciso.

La mamma del piccolo, Tori, ha colto il tragico momento, scattando una foto al figlio, dopo aver notato che il pesce era scomparso. Sì, perché il povero Nemo si trovava tra le sue mani.

Quando la donna ha svegliato Everett per dirle cosa era successo, il bambino di quattro anni era devastato e si è giustificando dicendo che voleva solo accarezzare il suo migliore amico.

Tori, originaria di Bonaire, Georgia, negli Stati Uniti, alla stampa locale ha detto: “All’inizio ero scioccata ma poi, quando ha detto che voleva soltanto accarezzarlo, ho pensato: ‘Oh mio Dio, è così triste… Non ha capito cosa stesse facendo… Ha amato il suo pesce rosso che è sempre stato nella sua camera da letto. Amava guardarlo ma non ha mai provato a toglierlo dall’acqua prima di quella notte“.

Bimbo porta a letto il suo pesce rosso e, senza volerlo, lo uccide

La donna, 29 anni, ha aggiunto: “Gli ho spiegato il perché Nemo non c’era più ed Everett mi ha risposto così: ‘Va bene, dovremo prendere un altro pesce e non lo toccherò mai…“.

Everett – ha proseguito Tori – deve compiere azioni del genere per imparare: non tutti i bambini ascoltano i genitori e, a volte, devono commettere errori per imparare: è parte della genitorialità e della crescita“.

Lei e il marito Corey avevano comprato il pesce per Everett quando aveva pochi mesi.

Tori ha condiviso la storia sui social media che, in poco tempo, ha ottenuto 65mila commenti e moltissime condivisioni. La famiglia è stata inondata da offerte per l’acquisto di un nuovo pesce rosso per Everett.

Mio figlio ha sempre amato il pesce che è stato acquistato appositamente per lui – ha raccontato la donna – lo guardava spesso nell’acquario e si divertiva ammirando le bolle e le luci. Quel pesce rosso ha vissuto così tanto tempo con noi che era diventato arancione e ci sarebbe voluto un ambiente più grande su cui nuotare“.